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Emporio di Monfalcone: assistenza per 761 persone

Un primo bilancio per la struttura inaugurata nel mese di aprile: il 55% per cento degli utenti è attualmente rappresentato da cittadini italiani

Emporio di Monfalcone: assistenza per 761 persone

All’Emporio della Solidarietà di Monfalcone sono già 261 le tessere rilasciate dalla sua apertura, avvenuta lo scorso 17 aprile. I primi dati - assieme a quelli provenienti dal più "anziano" Emporio di Gorizia - sono stati presentati negli scorsi giorni dalla Caritas Diocesana, dal vescovo Redaelli e dalle tante realtà pubbliche e private che sostengono il progetto.
Le spese effettuate dall’apertura sono state 1.748, con una media di 54 spese nel corso della giornata di apertura. Il numero complessivo di familiari facenti riferimento alle tessere erogate è di 761 persone. Ma il dato che forse maggiormente richiama l’attenzione è quello relativo alle nazionalità che si appoggiano all’Emporio della Solidarietà: ben il 66% degli utenti sono cittadini italiani, seguiti dal 6% di bengalesi e il 6% dall’ex Jugoslavia e, a scendere, rumeni, marocchini, tunisini e algerini.
Situazione quasi speculare a Gorizia, dove - in quattro anni dall’apertura - sono state emesse 841 tessere e la maggioranza degli utenti è rappresentata da cittadini italiani, il 55%, e per il 45% da stranieri, con una prevalenza di marocchini e kosovari. Come sottolineato da don Paolo Zuttion, "la situazione, appena aperto l’Emporio goriziano, era sostanzialmente a percentuali inverse"; "i dati servono anche a sfatare il falso mito secondo cui i sostegni sono assegnati solo agli stranieri, quando invece tutti i cittadini sono uguali e hanno pari diritti e accesso alle forme di aiuto", ha aggiunto l’assessore comunale al Welfare Silvana Romano.
Quello su cui tutti i sostenitori degli Empori della Solidarietà si sono soffermati è la grande capacità di "fare rete" che l’iniziativa è stata in grado di creare: "le Fondazioni bancarie in Italia si stanno sempre più battendo per il Welfare di comunità, ma solo allineandosi si possono avere risultati in questa direzione", ha commentato Gianluigi Chiozza, direttore della Fondazione Carigo; Silvana Romano ha anche aggiunto come "si diano con questo progetto risposte reali alle domande, arrivando là dove l’ente locale da solo non riesce ad arrivare", parere ripreso anche dalla dottoressa Testa del Comitato Isontino della Croce Rossa Italiana, che ha ricordato come "la rete permette di non sprecare le risorse, oggi purtroppo minime". La dottoressa Stradi, rappresentante dell’Ambito Basso Isontino, ha aggiunto come, per la buona riuscita di questo servizio, sia necessaria una "condivisione di progettualità, che è stata capace di creare un valore aggiunto nell’interazione tra le parti in campo". La Provincia di Gorizia, rappresentata dall’assessore Donatella Gironcoli, ha ricordato inoltre "oltre alla duttilità del progetto, ovvero la capacità di mettere insieme realtà e necessità diverse, anche il fattore della dignità: qui la persona può scegliere cosa comprare, non è passiva, e può pagare quanto preso dagli scaffali per mezzo della tessera a punti". Parole queste riprese anche da don Zuttion, che ha voluto ancora una volta sottolineare come "l’Emporio della solidarietà non è solo un distributore di cibo: l’uomo vive di relazioni, "non di solo pane", e con questo progetto la persona è accompagnata e seguita per giungere all’uscita da questo percorso di difficoltà e di bisogno".
Accanto a tutti questi enti, nel corso degli anni si sono aggiunte tante realtà locali che, con il loro sostegno, mantengono attiva l’attività dei due Empori: i Rotary Club di Gorizia e Monfalcone, il Lions Club di Monfalcone, l’Afi Curci, A&S Ambiente e Sviluppo e la ditta Fogal.
Quello che nel corso della presentazione dei dati è stato richiesto a gran voce da tutti i presenti è un maggior impegno da parte delle grandi catene di distribuzione: tuttora molto cibo ancora utilizzabile, a causa delle normative vigenti, a fine giornata viene buttato e purtroppo sono sempre di più i casi di persone, anche anziane, che rovistano tra i cassonetti dei supermercati per recuperare alimenti. Sono necessarie pertanto nuove formule, che accompagnino una funzione educativa alla sobrietà degli stili di vita. Come rimarcato da monsignor Redaelli al termine dell’incontro, si legge una corrispondenza tra l’attività dell’Emporio e l’enciclica "Laudato sì" di papa Francesco: "l’idea di fondo è il rispetto per l’ambiente, per noi e per le generazioni future, e la condivisione con i poveri di stili di vita nuovi, certamente più sobri degli attuali".

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