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Da Lesbo a Lipa: l’emergenza lungo la rotta balcanica - Gocce di Carità

Dalla Bosnia ed Erzegovina campanello d’allarme che riaccende i riflettori su una situazione drammatica che coinvolge tutti i Balcani.

Parole chiave: Balcani (5), migrazione (6)
Da Lesbo a Lipa: l’emergenza lungo la rotta balcanica - Gocce di Carità

Nelle ultime settimane è tornata tristemente in primo piano la questione migratoria lungo la Rotta balcanica, la rotta che parte dalla Grecia e che risale la penisola balcanica verso l’Europa occidentale, dichiarata chiusa nel 2016 dopo il controverso accordo tra Unione Europea e Turchia per impedire le partenze dei migranti verso le isole greche.
Le notizie e le immagini hanno raccontato un’altra storia, ovvero l’emergenza umanitaria in corso in Bosnia ed Erzegovina e in particolare le condizioni disumane in cui versano i migranti in transito, bloccati nella zona di Lipa, vicino a Bihac, nel nord-ovest del Paese.
Una situazione che si aggrava sempre di più, anche per il peggioramento delle condizioni meteorologiche, e che fa seguito ad altre emergenze umanitarie già verificatesi nei mesi scorsi, sia in Bosnia che in altri Paesi attraversati dalla Rotta balcanica.
Le tragedie che si registrano lungo la rotta non riguardano, infatti, solamente la Bosnia e sono le spie d’allarme di un fenomeno che interessa tutta la penisola balcanica da quasi un decennio. La punta di un iceberg fatto di circa 80 milioni di persone nel mondo costrette a lasciare le proprie case a causa di conflitti, persecuzioni, gravi violazioni dei diritti, condizioni di insicurezza e catastrofi ambientali. Una cifra mai raggiunta in passato. Situazioni troppo spesso dimenticate e non prese in considerazione dalla politica e dall’opinione pubblica, ma che pongono seri interrogativi riguardo ai temi della solidarietà e dell’accoglienza e sul ruolo dell’Europa nella difesa della dignità e dei diritti umani.
La Bosnia rappresenta invero un caso emblematico di quanto purtroppo accade in diverse forme e misure in molti altri Paesi della penisola, dalla Turchia alla Grecia, dalla Bulgaria alla Serbia, ed evidenzia come alcuni Stati non siano ancora in grado di sviluppare una politica in materia di immigrazione che consenta una gestione organizzata e ordinata dei flussi, rispettosa dei diritti umani e che risponda agli standard internazionali in materia di protezione dei migranti.
Considerato l’impegno che in Italia molte Caritas diocesane, parrocchie e comunità hanno profuso per attivare iniziative di sensibilizzazione e portare un aiuto concreto, e data la rilevanza mediatica rivolta a questa emergenza, Caritas Italiana ha proposto nei giorni scorsi un incontro online con gli operatori che seguono i progetti sul campo in Bosnia, Grecia e Albania, e Nello Scavo, giornalista di Avvenire e autore di un reportage sull’argomento, per presentare la situazione in atto e le iniziative programmate al fine di affrontare l’emergenza, e infine per facilitare un possibile coordinamento e un maggior coinvolgimento delle Caritas diocesane.
Dall’incontro sono emerse l’urgenza di un rapido intervento e la drammaticità della situazione in cui versano le tante persone, tra cui molte famiglie con bambini e numerosi minori non accompagnati, che sono accolte nei campi profughi o che vivono all’addiaccio prive di un riparo adeguato.
Per dare una risposta immediata ai bisogni di queste persone Caritas Italiana è quindi impegnata nella distribuzione di cibo e di abbigliamento invernale (scarpe, giacche a vento, sciarpe, cappelli) e soprattutto di legna da ardere, per consentire ai migranti di scaldarsi, oltre ad essere presente con attività psico-sociali, educative e informative nella maggior parte delle strutture di accoglienza per i migranti in transito in Bosnia ed Erzegovina.
Questi aiuti sono resi possibili grazie alla solidarietà dimostrata da coloro che in questi giorni stanno contribuendo alla raccolta fondi necessaria per l’acquisto di beni essenziali per la sopravvivenza dei migranti.
La scelta di raccogliere esclusivamente risorse finanziarie e non materiali è dettata dalla volontà di favorire l’economia locale, acquistando in loco i beni e le attrezzature necessari, da difficoltà logistiche e dagli alti costi di sdoganamento delle merci al confine con un Paese non appartenente all’Unione Europea.
Per dare il proprio contributo perciò si possono sostenere gli interventi e le attività di Caritas Italiana (Via Aurelia 796 - 00165 Roma) a favore delle popolazioni migranti in Bosnia Erzegovina e lungo la Rotta balcanica, effettuando una donazione on-line tramite il sito www.caritas.it, un versamento sul conto corrente postale n. 347013 o un bonifico bancario (causale "Europa/Rotta balcanica") sui conti intestati a Caritas Italiana:
- Banca Popolare Etica, via Parigi 17, Roma -Iban: IT24 C050 1803 2000 0001 3331 111
- Banca Intesa Sanpaolo, Fil. Accentrata Ter S, Roma - Iban: IT66 W030 6909 6061 0000 0012 474
- Banco Posta, viale Europa 175, Roma - Iban: IT91 P076 0103 2000 0000 0347 013
- UniCredit, via Taranto 49, Roma - Iban: IT 88 U 02008 05206 000011063119
Maggiori informazioni su come contribuire alla risposta umanitaria sono reperibili sul sito dell’Ambasciata d’Italia a Sarajevo all’indirizzo:
https://ambsarajevo.esteri.it/ambasciata_sarajevo/it/ambasciata/news/dall-ambasciata/2021/02/migranti-e-richiedenti-asilo-in.html
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Ringraziamenti

I più piccoli esempio per tutta la comunità

Mentre noi cerchiamo di insegnare
ai nostri figli tutto della loro vita,
loro ci insegnano che cosa conta davvero nella vita. (Angela Schwindt)
In questo numero di Gocce, desideriamo dedicare un pò più di spazio a dei particolari ringraziamenti. Il clima che si respira, negli ultimi tempi lo leggiamo e lo vediamo un po’ dovunque, non è di certo confortante. Eppure, nonostante tutto, se prestiamo attenzione e non ci facciamo trasportare dagli umori generali, qualcosa di bello e solidale c’è. È anche per questo che è nata questa rubrica, per ricordarci di guardare più spesso alle cose belle che ci sono, anche vicino a noi, magari piccole, ma proprio per questo più importanti.
Ed è questo uno dei motivi per i quali vorremo questa volta ringraziare in modo particolare e con tutto il cuore, i piccoli cittadini di Sagrado, alunni della scuola primaria Giosuè Carducci, e le loro insegnanti che ci hanno dimostrato che, se si ama, si sogna e si desidera si possono veramente realizzare grandi azioni. Di seguito riportiamo quanto scritto alla Caritas dalla maestra Roberta: "Quest’anno scolastico, nonostante la pandemia, siamo riusciti a pensare e realizzare una raccolta fondi a favore dell’Emporio di Gradisca. Dovendo rinunciare alla nostra tradizionale Festa dell’Accoglienza e della Solidarietà, che negli anni precedenti realizzavamo con il supporto del Comune e la partecipazione, oltre che delle famiglie, delle associazioni e dei commercianti del territorio, abbiamo trovato una nuova formula: i bambini hanno scritto una lettera per coinvolgere tutti i cittadini di Sagrado, il Comune ne ha stampato diverse centinaia di copie, i volontari della Protezione Civile le hanno distribuite nelle cassette della posta delle case, in centro e nelle frazioni, i commercianti hanno tenuto a disposizione le cassette preparate dai bambini per la raccolta delle offerte.
Anche don Giovanni Sponton ci ha dato una mano distribuendo le lettere in parrocchia e in chiesa e pubblicizzando la nostra iniziativa.
Alcune cassette sono state messe a scuola così i bambini e le famiglie hanno partecipato con i loro contributi.
Sono felice di comunicarvi che la rete solidale anche questa volta ha funzionato e l’iniziativa ha avuto un buon esito."
Un bellissimo esempio di solidarietà e sostegno che nasce dai più piccoli e che non possiamo non ringraziare affettuosamente e mandare un grande abbraccio…a distanza, ma soprattutto che possa ispirare altre realtà. Un ringraziamento particolare agli insegnati che hanno saputo trasmettere e sensibilizzare gli alunni ai principi di solidarietà e amore verso gli altri.
Oggi più che mai abbiamo bisogno di Maestri che sappiano infondere ai giovani e ai bambini questo senso di solidarietà e di amore verso il prossimo e la propria comunità e che facciano capire loro quanto sia importante spendere un pò del nostro tempo, perché la vita acquista più valore se spesa per gli altri.
Siamo felici, infine, di portarvi la testimonianza delle comunità di Duino, Sistiana e Villaggio del Pescatore che stanno continuando ad organizzare una raccolta mensile di doni alimentari destinati all’Emporio di Monfalcone. È un aiuto che si sta dimostrando molto generoso e costante nel tempo. Grazie di cuore a tutta la comunità parrocchiale, state facendo molto per tante famiglie!

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Pienamente operativo l’Emporio dell’infanzia

Situato a Gorizia in via Faiti 15/b (ed accessibile al momento ogni venerdì dalle ore 16 alle 18)

Il 14 novembre è nato a Gorizia il primo Emporio dell’Infanzia presente in Italia, che trova sede in via Faiti 15/b ed è aperto ogni venerdì dalle 16.00 alle 18.00.
L’idea nasce da una collaborazione con l’associazione Humanitarno Drustvo Kid di Nova Gorica che la Caritas diocesana ha conosciuto nell’ambito degli incontri di scambio di buone prassi promossi dai Comuni di Gorizia, Nova Gorica e Sempeter Vertojba, previsti dal progetto di cooperazione transfrontaliera denominato GECT.
La sua realizzazione è stata resa possibile grazie al contributo che la Conferenza episcopale italiana ha destinato alla nostra diocesi attingendo ai fondi dell’8x1000: una testimonianza palese di come la scelta di destinare l’8x1000 alla Chiesa Cattolica permetta non solo il sostentamento dei nostri sacerdoti ma dia anche la possibilità alle Chiese locali di farsi ancora più prossime a chi si trova a vivere una situazione particolarmente delicata, specie in questo periodo.
L’Emporio dell’Infanzia è stato pensato non solo come un servizio in cui le famiglie in difficoltà economica possono trovare per i loro figli, minori di 12 anni, generi di prima necessità (come ad esempio abbigliamento), ma anche un luogo dove i papà e le mamme possono incontrare alcuni volontari, genitori come loro, a cui chiedere consigli e un confronto nel difficile ruolo di essere padre e madre. A tal proposito la Caritas diocesana coglie l’occasione per ringraziare di cuore le mamme-volontarie che hanno dato la disponibilità ad impegnarsi in questo servizio accanto alle famiglie più fragili.
L’Emporio dell’Infanzia è stato promosso dalla Caritas diocesana ed è gestito dall’Associazione di Promozione Sociale La Ginestra e dall’Organizzazione di Volontariato Centro Aiuto alla Vita di Gorizia e rientra in un progetto più ampio dal titolo "A fianco delle famiglie". Per questo progetto l’associazione La Ginestra aps e il Centro Aiuto alla Vita ha ottenuto un finanziamento dalla Regione Friuli Venezia Giulia con risorse statali del Ministero del lavoro e delle Politiche sociali
"A fianco della famiglie" non prevede soltanto la gestione dell’Emporio dell’Infanzia, ma si prefigge di perseguire altre due finalità. La prima è di sostenere l’impegno del Centro di Aiuto alla Vita che offre un aiuto materiale e psicologico alle madri gestanti. Questo servizio sarà sempre più necessario soprattutto in questo periodo dove la povertà materiale e relazionale sta aumentando a causa dell’emergenza sanitaria. La seconda finalità prevista dal progetto è di far conoscere e promuovere nella popolazione i diversi strumenti che il Settore Pubblico e il mondo del volontariato mettono a disposizione per sostenere le famiglie.

© Voce Isontina 2021 - Riproduzione riservata
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