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Caritas diocesana e Sogit: attenzione condivisa alle fragilità

In crescita le situazioni di difficoltà economica anche sull’isola, fortemente colpita nel corso della pandemia dai blocchi al turismo e alle attività ricettive

Parole chiave: Sogit (2), Caritas (204), Gocce di Carità (42)
Caritas diocesana e Sogit: attenzione condivisa alle fragilità

Nonostante la situazione di emergenza che sta coinvolgendo in questi giorni anche il nostro territorio diocesano, la regolare attività della Caritas diocesana di Gorizia non si interrompe, continuando ad essere attenta alle esigenze dei più fragili, vicina e presente al territorio e alle sue comunità.
Negli scorsi giorni il direttore di Caritas diocesana, diacono Renato Nucera, ha avuto il piacere di essere ospite della S.o.g.it (Soccorso dell’Ordine di San Giovanni Italia) Sezione di Grado.
Ad accoglierlo presso la sede, il presidente Alessandro Marchesan. Nel corso del piacevole e fattivo incontro, tante sono state le tematiche toccate.
Innanzitutto Marchesan ha illustrato la composizione dell’associazione, formata da 3 dipendenti presso la sede e 5 presso il punto ospedaliero dell’isola. Come per ogni associazione, uno dei cardini è rappresentato dai volontari, circa 20, impegnati principalmente nel trasporto di persone da Grado verso i vari Ospedali della regione per visite mediche e controlli. Il servizio è molto efficace, soprattutto in relazione (purtroppo) anche all’invecchiamento del tessuto cittadino.
S.o.g.it ha fatto la sua comparsa a Grado nel 1989 come Sezione di Trieste, a seguito della chiusura dell’Ospedale Civile sull’isola, per garantire un’assistenza base dell’emergenza; nel 1990 nacque quindi la Sezione di Grado. Al distretto sanitario oggi si occupa del servizio di emergenza, con equipaggi per le ambulanze e personale infermieristico presso l’ambulatorio medicalizzato; sempre disponibili poi durante tutto l’anno i mezzi per il trasporto di persone.
Il presidente ha raccontato quindi di alcune iniziative che S.o.g.it porta avanti da diverso tempo a Grado, tra le quali anche una bella collaborazione con la locale Caritas parrocchiale, per la quale offre dei trasporti a persone anziane o fragili.
Presidente e direttore hanno avuto quindi modo di parlare proprio di difficoltà e fragilità. Marchesan ha sottolineato come le persone “abbiano una grande dignità soprattutto nelle situazioni più complicate dal punto di vista economico; difficilmente chiedono aiuto o lo fanno con estrema discrezione. Sicuramente gioca grande importanza la paura di poter essere discriminati perché poveri”. Concorde su questo anche il direttore Nucera, il quale ha rimarcato come “riuscire ad intercettare queste povertà e con dignità far arrivare una spesa, un contributo, un aiuto, è per Caritas di fondamentale importanza”. Riguardo proprio le situazioni di fragilità, S.o.g.it ha notato un forte incremento della problematica anche sull’isola, in particolar modo nel 2020, anno che ha visto il turismo particolarmente bloccato ed essendo Grado città che basa molta della sua economia e delle sue possibilità lavorative su questo settore, è stata fortemente penalizzata.
L’incontro si è concluso con un saluto amichevole e la promessa di rimanere in contatto e rivedersi.

© Voce Isontina 2021 - Riproduzione riservata
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