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Carcere e misure alternative

Corso di formazione per volontari promosso nell’ambito del progetto “Disma”

Parole chiave: Disma (2), carcere (25), formazione (50)
Carcere e misure alternative

Nell’ambito del Progetto "DISMA", progetto che si inserisce nel "Progetto Nazionale Carcere" di Caritas Italiana, la Comunità Arcobaleno e la Caritas diocesana, in collaborazione con la Conferenza Regionale Volontariato Giustizia, e con il patrocinio della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, organizzano un incontro formativo sul tema dell’esecuzione della pena e delle misure alternative alla detenzione in carcere.
L’incontro si propone di offrire alcune informazioni in merito alle misure alternative alla detenzione che sono dirette a realizzare la funzione rieducativa della pena, in ottemperanza dell’articolo 27 della Costituzione.
Queste misure incidono sulla fase esecutiva della pena principale detentiva; i presupposti e le modalità di applicazione sono previste e disciplinate dalla legge 26 luglio 1975, n. 354.
Si sottolinea la "fase esecutiva della pena" perché in carcere moltissime persone sono ristrette in regime di misura cautelare.
Queste persone non sono ancora state condannate, alcuni sono ricorrenti (in Cassazione), alcuni sono appellanti, alcuni sono sottoposti a giudizio, alcuni sono indagati stanno cioè - ancora - attendendo di sapere se dovranno affrontare un processo. Per questo numero importante di persone non si può parlare di misure alternative alla detenzione.
Quali sono le misure alternative alla detenzione: la detenzione domiciliare, l’affidamento in prova ai servizi sociali, la semilibertà, la liberazione anticipata. Aggiungiamo l’affidamento in prova in casi particolari disciplinato dal DPR 309/90. Quali sono i benefici conseguenti alla loro applicazione: solo il 19% dei condannati in esecuzione penale esterna commette nuovi reati, una volta estinta la pena, a fronte del 70% dei detenuti.
Il corso sarà tenuto dall’avvocato Elisabetta Burla del Foro di Trieste e Garante per il Comune di Trieste dei diritti delle persone private della libertà personale e dall’avvocato Natascia Marzinotto del Foro di Udine ed è rivolto ai volontari che operano nel settore.
L’incontro si svolgerà sabato 17 marzo con inizio alle ore 15.00 presso la sede della Comunità Arcobaleno di Gorizia in via San Michele n. 38.
Dopo l’accoglienza vi sarà il saluto da parte del presidente della Comunità Arcobaleno e la presentazione delle caretteristiche del Progetto DISMA, seguiti dall’intervento dei relatori e dal dibattito con i partecipanti.
Al corso, che si concluderà alle ore 19.00, seguirà una cena comunitaria.
Il corso, a partecipazione gratuita, è rivolto principalmente ai volontari che operano nel settore ma è aperto a tutti quelli che siano interessati a conoscere meglio questa realtà.
Chi fosse interessato a parteciparvi può comunicarlo agli organizzatori a mezzo e-mail direttamente al seguente indirizzo: info.comunita.arcobaleno@gmail.com indicando contestualmente anche l’eventuale partecipazione alla cena comunitaria.

© Voce Isontina 2019 - Riproduzione riservata
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