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Alla scoperta di una "città invisibile"

Alcune classi del Cossar - Da Vinci in visita alla sede Caritas diocesana

Parole chiave: Gocce di Carità (6), Caritas diocesana (37)
Alla scoperta di una "città invisibile"

I giovani studenti di alcune prime classi dell’Istituto Superiore di Istruzione Secondaria Cossar - da Vinci di Gorizia (una trentina di alunni in tutto) sono venuti in visita alla sede della Caritas diocesana di Gorizia in via Garzarolli 131 presso l’Istituto Contavalle. La visita alla Caritas diocesana è stata una tappa di un tour organizzato dall’Istituto Cossar - da Vinci per far conoscere ai nuovi studenti alcuni luoghi simbolici della città di Gorizia.
Dopo i saluti del direttore e vice direttore della Caritas, che hanno accolto gli studenti ed i loro insegnanti giunti in visita, la responsabile della promozione di Caritas e quella del Centro d’Ascolto diocesano hanno illustrato qual è la missione della Caritas diocesana che non è, in primis, aiutare le persone che vivono in disagio economico e sociale, ma animare le comunità e la società civile a generare gesti di accoglienza, condivisione, ascolto e sostegno delle persone più fragili. Caritas, infatti, è una parola latina che non significa elemosina, ma si traduce con il termine AMORE. Un amore che stimola i nostri sensi ad aprirsi agli altri per ascoltare e guardare le persone che ci stanno vicino.
Soltanto ascoltando e osservando i compagni di classe, i vicini di casa, i compagni con cui si condivide le attività extra scolastiche o gli amici si può essere pronti a tendere la mano ed aiutare chi si trova in difficoltà.
Non servono grandi azioni, ma bastano piccole attenzioni come la disponibilità a prendersi del tempo per parlare con chi ci sta vicino, o aiutarlo nell’attività di studio, se fa fatica a seguire il programma scolastico, oppure condividere con lui il nostro tempo e ciò che abbiamo.
Gli operatori della Caritas, non solo hanno spiegato quale è il mandato della Caritas diocesana, ma hanno anche fatto riflettere su quello che è una città invisibile ai nostri occhi se non sono capaci di guardare in profondità accorgendosi dei bisogni. Qualsiasi città della nostra diocesi, dalla più popolosa a quella più piccola, vi abitano tante famiglie e persone povere in esclusione sociale, che si rivolgono alle opere-segno della rete Caritas presente nel territorio dell’Arcidiocesi di Gorizia.
Ad esempio più di 600 famiglie l’anno si rivolgono ai Centri di Ascolto per chiedere sostegno, perché non riescono a far fronte alle spese quotidiane quali le utenze, i canoni di locazione o i costi per l’istruzione dei figli.
In un mese sono più di 80 le persone che non sanno come passare la notte e si rivolgono ai Dormitori monsignor Faidutti di Gorizia e Vescovini a Monfalcone. Sono Quasi 700 le famiglie che attualmente si rivolgono agli Empori della Solidarietà presenti nel territorio Diocesano, perché non riescono a garantire un’alimentazione sana per sé e per i propri figli. Sono volti di persone che potrebbero essere i nostri vicini di casa, o i nostri compagni di classe oppure i nostri amici. Accanto a questi volti che spesso sono invisibili nelle nostre città, ci sono anche tante persone di buona volontà che nel segreto dedicano il loro tempo libero al volontariato o sono capaci di essere solidali con chi gli vive accanto e si trova in difficoltà.

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Aver cura di sè per aiutare gli altri

 

Con la tematica "Aver cura di sé stessi per poter servire il prossimo" è ripreso il corso di formazione per volontari delle Caritas parrocchiali che si trovano all’interno del Decanato di Cervignano, Aquileia e Visco, percorso che si era dovuto interrompere a causa dell’avvio del “lock down”.
A riflettere sull’argomento di questo primo incontro è stata la dottoressa Maria Luisa Pontelli, psicologa e psicoterapeuta, che lavora presso l’Opera diocesana Casa Betania della Caritas diocesana di Udine, la quale non solo offre una dimora alle persone in grave emarginazione sociale, ma anche dei percorsi di accompagnamento per sostenere gli ospiti e aiutarli a raggiungere l’autonomia.
Nel corso dell’incontro formativo si è sottolineato come i volontari della Caritas, molto spesso, ritengano che l’unica priorità sia aiutare le persone che si rivolgono a loro, perché si trovano in difficoltà.
Al contrario è anche prioritario che il volontario della Caritas abbia cura di sé, perché l’ascolto e la relazione di aiuto mettono in gioco le sue emozioni e i suoi vissuti.
Queste emozioni alla lunga potrebbero, in certi casi, logorare il volontario e portarlo a sentirsi demotivato.
La dottoressa Pontelli ha ricordato che molto importante per il volontario è trovare il sostegno delle altre persone che compongono il gruppo della Caritas parrocchiale per condividere le decisioni e supportarsi a vicenda nei momenti più difficili.
Nell’incontro successivo del 15 ottobre la dottoressa Agnese De Santis, assistente sociale responsabile dei Centri di Ascolto Caritas nell’Arcidiocesi di Gorizia, ha illustrato quale è la finalità e lo stile del Centro di Ascolto come strumento pastorale a disposizione delle comunità parrocchiali.
Il percorso di formazione continuerà ora con quello che sarà l’incontro conclusivo di questo ciclo di appuntamenti: nella serata di giovedì 29 ottobre la formazione sarà sviluppata in un laboratorio sull’ascolto e sulla relazione di aiuto.
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Una mostra per raccontare il "Progetto Esperance"

 

Dal 14 ottobre fino al 14 novembre presso la sede del CVCS a Gorizia in via Bellinzona 4 ha luogo una mostra fotografica sul Progetto Esperance. L’esposizione fotografica ha lo scopo di raccontare un progetto di rinascita e riscatto di alcuni sofferenti psichici che vivono in Burkina Faso. Il progetto aveva l’obiettivo di creare dei percorsi di inserimento sociale e lavorativo nell’ambito agricolo per giovani adulti sofferenti psichici della città di Bobo-Dioulasso in Burkina Faso. In Burkina Faso le persone sofferenti psichiche a causa di tradizioni e credenze culturali spesso confondono il disagio con la possessione demoniaca. Per questa ragione in molti casi le persone sofferenti psichiche vengono abbandonate, recluse, segregate o legate ad un albero.
Il Progetto Esperance è un’iniziativa della Organizzazione non Governativa goriziana CVCS che trova il sostegno della legge regionale 19 sulla Cooperazione Internazionale decentrata e della Caritas diocesana.

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Empori della Solidarietà -  Protocolli d’Intesa

 
Quest’anno l’Emporio della Solidarietà di Gorizia compie 10 anni di vita: un progetto promosso e sviluppato dall’Arcidiocesi tramite la Caritas diocesana, nato come collaborazione tra più soggetti che condividono l’obiettivo di offrire alle famiglie che vivono in povertà, la possibilità di trovare un luogo dove poter ottenere gratuitamente dei generi alimentari indispensabili per una dieta dignitosa. Ha trovato subito la collaborazione della Fondazione Carigo, dell’Ambito Territoriale Collio Alto Isontino e del Comitato Locale CRI di Gorizia.
Martedì 27 ottobre presso la sede della Caritas diocesana all’Istituto Contavalle si rinnoverà la collaborazione tramite la sottoscrizione del Protocollo d’Intesa tra tutti i soggetti promotori degli Empori della Solidarietà di Gorizia e Gradisca d’Isonzo.

© Voce Isontina 2019 - Riproduzione riservata
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