Società

Da questa settimana, in collaborazione con Voce Isontina, Caritas Diocesana di Gorizia apre una pagina del giornale, che sarà quindicinale, dove le piacerebbe far confluire le notizie di opere e servizi di tutta la carità operante nelle parrocchie della nostra diocesi per informare e tenere informati tutti coloro che in varie forme contribuiscono a dare speranza alle persone e famiglie in difficoltà.

Sebbene il Coronavirus non abbia picchiato pesante nella nostra zona, ha mandato però un messaggio chiaro: "Devi metterti in testa che tutto è cambiato. Non si tratta di una parentesi. Dopo, tutto comunque non sarà come prima".

L'immagine di piazza san Pietro e del Papa che si pone davanti al Dio del suo popolo e di tutti i popoli per una preghiera di riconciliazione e di conversione… diventa l’icona giusta: quella che si conclude con una benedizione, dove - senza alcun scambio o ritorno - si riceve il dono del perdono e della benedizione, indispensabile energia per vincere il male che ci attanaglia.

Il progetto di vita per il futuro che il Covid-19 ci propone

Aspettavamo Pasqua. E perchè era la data più prossima per sperare in uno spiraglio alla "chiusura totale" e perchè pareva in leggero calo la curva della pandemia.

I retori di regime non mancano mai nelle civiltà opulente e in quelle in difficoltà, nelle esplosioni di onnipotenza e nella fragilità delle crisi e delle paure.

22 marzo. Solo un mese fa la notizia del primo contagio da coronavirus, poi il suo dilagare in epidemia e pandemia.

Quanto stiamo vivendo avrà conseguenze sulle tante sfaccettature della nostra esistenza

Il periodo che stiamo attraversando è caratterizzato da diverse fonti di stress che appesantiscono le nostre giornate e mettono a dura prova la tenuta dei nostri nervi e delle nostre relazioni.

Cosa succede con il Coronavirus Covid-19? Cosa aspettarsi? Come proteggersi? Il Sir lo chiede ad 

L’iniziativa di alcuni docenti di religione cattolica che, durante la doverosa sospensione dalle lezioni, invitano i propri studenti alla riflessione

È da pochi giorni trascorso il quarto anniversario della sua scomparsa. Quattro anni di instancabili ricerche verso la verità, quattro anni di tentativi di rompere un doloroso silenzio. Quattro anni senza Giulio Regeni.

Ritorna un altro Giorno del ricordo, occasione preziosa per “conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale”.

Migliaia di persone si sono ritrovate la sera di sabato scorso a Fiumicello per riaffermare  con un piccolo lume in mano la richiesta di giungere alla verità sulla tragica vicenda  dei giovane ricercatore universitario

Visto il frastuono mediatico dell’epoca presente che produce un appiattimento sempre maggiore della dimensione temporale vale certamente la pena di soffermarsi sulle motivazioni che hanno portato all’istituzionalizzazione della Giornata della Memoria, trascorsi ormai quasi vent’anni dalla promulgazione della legge 211 (luglio 2000).

Intervista a don Giorgio Zucchelli, direttore de "Il Nuovo Torrazzo" di Crema e presidente dell'Unione Stampa Periodica Italiana

Intervista ad Anna Miykova direttrice del periodico "Sconfinare" realizzato dai membri di Assid - Associazione degli Studenti di Scienze Internazionali e Diplomatiche dell’Università di Trieste a Gorizia