Società

L'impegno della minoranza cristiana rimasta nel Paese a tessere relazioni e ponti di dialogo. Cifre spaventose: 200mila morti, 6milioni e mezzo di sfollati in totale

C’è molta richiesta di produzioni locali, si vanno riscoprendo le tradizioni e c’è molta attenzione da parte dell’utenza alla qualità dei prodotti

Come sono cambiate in tempo di crisi le abitudini alimentari degli avventori di alcuni locali sul territorio

"Era un ottimo economista che conosceva bene le problematiche del mercato energetico, capace di mettere a nudo tutte le menzogne della propaganda ufficiale relative alla situazione economica in Russia"

Intervista a Paolo Branca, docente di lingua e letteratura araba alla Cattolica di Milano. La necessità d’incontrare i musulmani in carcere per cercare di prevenirne nella maniera più utile pericolose radicalizzazioni

L'iniziativa di microcredito consentirà l'erogazione di 100 milioni grazie ad un fondo di garanzia della Cei di 25 milioni provenienti dall'8x1000. Oltre al credito sociale rivolto alle persone e alle famiglie, il finanziamento sarà aperto anche verso le microimprese o nuove iniziative imprenditoriali capaci di creare nuovi posti di lavoro

L'Ucraina non ha pace. Nonostante gli sforzi diplomatici e gli accordi di Minsk, si continua a combattere e a morire. L’ultima granata che ha scosso il Paese è stata fatta esplodere nella città di Kharkiv domenica 22 febbraio, durante una processione organizzata per ricordare un anno dalla “Rivoluzione della dignità”.

A luglio è stato fissato il punto limite dei negoziati sul nucleare iraniano. Sarebbero convergenti gli interessi degli Stati Uniti e della Repubblica Islamica per limitarlo agli scopi civili, anche se permane l’ostilità dei gruppi conservatori presenti nei due Paesi. L’Iran, che in questo momento ha rapporti privilegiati, soprattutto economici con la Cina, può svolgere un ruolo di eccezionalità nello scacchiere mediorientale.

La fuga dei cervelli è anche africana. La crescita delle occasioni di formazione - almeno per i figli dell’élite e della classe media continentale che si sta sviluppando - sommate alle scarse opportunità lavorative all’altezza della preparazione acquisita, producono come inevitabile risultato la scelta di andarsene. Condivisa sia da chi raggiunge le grandi città del proprio Stato d’origine partendo dai villaggi delle aree rurali, sia da quanti decidono di cercare condizioni migliori in un’altra nazione o addirittura continente.

Disoccupazione alta, produttività debole, giovani con poche speranze di un lavoro fisso? È la crisi che prosegue, per l’Italia e gli altri paesi “mediterranei”, il fronte debole dell’Europa. Ultimamente con l’euro più forte sul dollaro, la benzina che cala e il “quantitative easing” della Banca centrale europea che inonda le banche di denaro fresco, qualche timido segnale di recupero si è pure registrato: ad esempio è ritornata la voglia di “casa”, grazie ai mutui meno costosi. Si sa che se riparte l’edilizia, con sé poi trascina altri settori.

Si stanno manifestando le prime conseguenze politiche dell’elezione presidenziale. Gli schieramenti si stanno riconfigurando, di fronte all’iniziativa, su diversi fronti, del presidente del Consiglio.
Nello stesso tempo, come ha scritto un “quirinalista” bene informato, il Capo dello Stato sta “prendendo le misure” del suo nuovo incarico e dei numerosi dossier all’ordine del giorno. Con uno stile che conferma consensi ancora più larghi dei numeri già molto ampi dell’elezione del 31 gennaio.

Comprendere le difficoltà delle mamme italiane è essenziale per guardare la loro realtà. Un’opportunità è offerta da “Avere figli in Italia negli anni 2000”, un nuovo rapporto dell’Istat, che si concentra sulle mamme che hanno partorito tra il 2009 e il 2010 nel nostro Paese.

Il cardinalato è una vocazione e un servizio di aiuto al Papa e per il bene della Chiesa, non un premio al culmine della carriera. È quanto scrive Papa Francesco nella lettera inviata ai 20 nuovi cardinali che saranno creati nel Concistoro del 14 febbraio. Nella missiva del Pontefice, sottolinea Massimo Faggioli, docente di storia del cristianesimo e direttore dell’“Istituto per il cattolicesimo e la cittadinanza” alla University of St. Thomas a Minneapolis / St. Paul (Usa), viene esplicitato “ancora di più il senso non corporativo dell’istituzione del cardinalato”. Dagli Stati Uniti, in cui vive e insegna, lo storico ci offre una lettura a tutto tondo delle parole e delle scelte del Papa.

È molto sottile il confine che separa uno scherzo da un atto di bullismo e dal rischio di cadere nell’illegalità. Bisogna essere molto chiari a riguardo: di scherzi innocenti e anche divertenti ne sono sempre stati fatti sia in ambito scolastico sia nella comune cerchia di amicizie.

Avviso agli anti-euro in circolazione: moneta grossa schiaccia moneta piccola. Quindi chi propugna la fuoriuscita dall’euro per creare una monetina nazionale - e pare che abbia un crescente successo a livello politico - sappia che questa dovrà poi circolare alla larga dall’euro, o finirà male e con lei il Paese che la batte.

Il 2015 sembra destinato a vedere ancora la Russia come un attore primario della politica internazionale su vari scacchieri, non necessariamente con un ruolo di stabilizzatore. Ormai da tempo sappiamo che Putin ama una politica estera muscolare, diretta, al di fuori delle organizzazioni internazionali e delle loro procedure, una politica estera “ottocentesca” che si prefigge di accrescere la potenza di Mosca e la sua influenza in Europa e in Asia, senza nascondersi dietro la retorica. La situazione economica in Russia è grave, a causa delle sanzioni imposte dall’Occidente in seguito alla crisi Ucraina, del basso prezzo del petrolio e anche di distorsioni e fragilità interne. Tuttavia, Putin non si fa irretire, e anzi rilancia la partita sul piano più puramente politico, quello che veramente gli si addice.

Tutti, giovani e meno giovani, soffriamo per le difficoltà economiche che ci accompagnano dal 2007.
Quella che viene considerata la peggiore recessione del dopoguerra, non è però solo conseguenza della crisi finanziaria di quegli anni, è anche il risultato di un indebolimento diffuso del nostro Paese di crescere e competere. La rapida integrazione dei mercati mondiali e l’emergere di nuovi attori nell’economia globale hanno colto l’Italia impreparata ad affrontare una nuova situazione altamente competitiva. Ciò comporta che il ritorno ad una crescita stabile e sostenuta non sarà così immediata essendo tali problemi di non facile soluzione.