Società

Ci eravamo scandalizzati, a marzo, a sentire il premier inglese Boris Johnson dichiarare che non avrebbe attivato misure di contrasto alla pandemia: anche se potevano dispiacersi, gli inglesi dovevano prepararsi a"salutare i cari vecchietti" e poi l’immunità di gregge avrebbe salvato il resto della popolazione.

Ricordare i nostri morti è un dovere che va affiancato dal dovere della responsabilità; di proseguire nell’impegno per contrastare e sconfiggere questa malattia così grave.

Anno dopo anno, il nostro calendario si è arricchito di appuntamenti "dedicati" ai temi della salute ed a quelle malattie che, sebbene poco o male conosciute, rivestono un particolare impatto sociale.

La scuola, l'argomento del giorno. Non solo riportato sulle prime pagine dei quotidiani ed in evidenza nelle aperture dei Tg e nelle varie rubriche radiotelevisive e sui social e pure affrontato con una certa preoccupazione nel parlar veloce al mercato o al bar.

Nella sua prima riunione, il Comitato di indirizzo ha approvato il Regolamento  che permetterà sin dalle prossime settimane alle famiglie ed alle imprese  di accedere al sostegno economico previsto

La possibilità di svolgere la propria attività lavorando da casa sembra oggi essere vista, e forse non solo dal lato padronale, come  un'opportunità da cogliere

A pochi giorni dall'avvio del nuovo anno scolastico, il vescovo Carlo scrive a tutti gli alunni e gli studenti

"Il lockdown possiamo dire che è stato uno shock, poiché i ragazzi e le famiglie si sono trovati isolati non avendo nessun rapporto con altre famiglie, altri ragazzi, non potendo frequentare i centri"

La partecipazione della popolazione alla vita della città si è trasferita, mancando la mediazione di partiti e associazione, sui social che però aiutano ben poco a socializzare

"Quando un avvenimento tragico giunge all’improvviso e stronca la vita di un ragazzo che cosa si può fare? Le parole vengono meno, non riescono neppure a prendere forma dentro la propria mente smarrita per tanto dolore. E comunque si ha l’impressione che siano inutili, se non persino inopportune. Una cosa invece si può fare: stare vicino"

Non solo la città di Gorizia, ma l’intera comunità diocesana si è stretta attorno alla famiglia di Stefano, agli animatori di "Estate tutti insieme" e alle autorità pubbliche cittadine coinvolte in una tragedia così inimmaginabile.