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L'eclettico Ruggeri: una sicurezza della musica italiana

Intervista al musicista e scrittore italiano mentre sta per uscire il suo nuovo ed atteso album: "nel mio repertorio mancano ancora le colonne sonore: vorrei provarci"

Un grandissimo della musica italiana è approdato con successo venerdì scorso a Nova Gorica (dove nelle prossime settimane giungeranno anche Pago, il 15 marzo, gli Stadio, il 27 marzo, la talentuosa Giusy Ferreri, il 17 aprile e più avanti ancora, il bravo Rafe) ha ottenuto i consensi di un pubblico caldo e partecipe: lui è Enrico Ruggeri, fresco reduce dal passaggio come ospite a Sanremo 2015, musicista, scrittore e conduttore televisivo di pregio sempre attento, sin dai tempi dei Decibel alla fine degli anni ’70, al privato ed al sociale, con sensibilità e vis poetico-compositiva veramente rare in un un panorama, quello italiana, dove a nostro avviso troppi sono i cantanti e i cantautori senza un’identità artistica ben definita.
Ruggeri, prima del riuscito concerto molto ben amplificato, ci ha concesso qualche domanda.

"Non ti pare che il tuo repertorio degli anni ’80 sia molto più  fresco ed attuale di quello del decennio successivo?"
"Sì, lo pensavo proprio oggi in automobile mentre stava raggiungendo la Slovenia. In effetti i brani da me scritti e cantati negli Ottanta hanno una freschezza di melodia e di sound che quelli del decennio successivo non hanno in misura eguale."

"Stai preparando un nuovo album? "
"È praticamente pronto e uscirà in primavera: manca solo ii titolo."

"C’è nella tua carriera artistica qualcosa che non hai fatto e ti piacerebbe sperimentare?"
" Ho spaziato in molti campi, e direi che mi mancano le colonne sonore. Vorrei provarci".
Il concerto, non lunghissimo ma intenso, è iniziato con la struggente "Il portiere di notte", perla tra le nostre preferite di tutto il suo repertorio, seguita da "Rien ne va plus" tratta dall’edizione del lontano 1986 del festival di Sanremo e in puro stile francese.
Enrico, voce potente e un po’ roca, ha quindi dispensato "Le vie en Rouge" e incantevole "Il mare d’inverno", ben nota anche nella versione di Loredana Bertè: è passato poi ad un altro canzone sanremese,proposta nel 2002 ,la balcanica "Primavera a Sarajevo", città da lui amata , crocevia di popoli e martire più volte nel ventesimo secolo e a "Tre signori", presentata nelle scorse settimane a Sanremo 2015 fuori gara ("ma Conti l’avrebbe voluta in competizione" ci ha confessato Enrico) e dedicata a tre grandi amici, cioè Giorgo Gaber, Enzo Jannacci e Giorgio Faletti, alla caustica "L’onda", satira su coloro che seguono con troppa facilità mode effimere.
Sempre bella "Gimondi e il cannibale", la storia in musica di un grande atleta del nostro ciclismo prima e dopo l’arrivo di Eddy Merckx ma costretto ad essere per molti anni l’eterno secondo (tranne, aggiungiamo noi, ai Mondiali di Spagna 1973, dove si impose in una straordinaria ed indimenticabile volata), toccante la romantica " Ti avrò", molto profonda con melodia cantabile "Peter Pan", meravigliosa "Quello che la donne non dicono", affidata alla Mannoia per Sanremo 1987 e travolgente "Polvere", hit pop rock degli Ottannta. Dopo un applauso interminabile Enrico ha donato quali bis "Contessa", il primo grande hit ancora con i Decibel da Sanremo 1980 e, infine, "Mistero", brano trionfatore con merito a Sanremo 1993.
Con Enrico sul palco sloveno hanno suonato ancora una volta alla grande Luigi Schiavone, amico da una vita e co-autore di molti pezzi, alla chitarra, Fabrzio Palermo al basso e tastiere, Francesco Luppi al pianoforte e tastiere e l’ottimo Marco Orsi, potente e preciso alla batteria.
Una serata da non dimenticare facilmente.

I nostri preferiti
1(1) Shadows in the night - Bob Dylan
2(2) Wallflower - Diana  Krall
3(-) Prima di parlare - Nek-Filippo Neviani
4( -) Terraplane - The Steve Earle and the Dukes
5(3) Qui per te - Giovanni Caccamo 6(4) Un vento senza nome - Irene Grandi
7(5) Il mio blu - Grazia Di Michele
8(7) Smoke + Mirrors - Imagine Dragons
9(-) Writtem in scars - Jack Savoretti
10(-) Donna libera - Amara

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