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Isontini protagonisti al Festival di Sanremo

Un percorso nella storia del Festival di Sanremo

Parole chiave: Festival di Sanremo (1), autore (3), isontino (4)

Cari  amici della Voce vi ricordo come sempre che sono su Facebook a mio nome e che potete chiedermi l’amicizia  certi che distribuiamo musica che speriamo piacevole.
Nei giorni scorsi è tornato alla casa del  Padre  l’amico e grande musicista gotiziano Romeo  Del Cuore, già componente degli Stones Rolling.
Quando leggerete questo scritto il Festival di Sanremo 2016 sarà in fase di svolgimento o per molti già concluso.
Abbiamo potuto leggere i testi dei brani dei big in gara e per buona parte ci sembrano di ottima fattura, sempre ovviamente relativamente a una manifestazione del genere.
Abbiamo invece ascoltato le canzoni delle nuove proposte e ci sembrano in molti casi di ottima levatura.
Non sappiamo chi vincerà, ma riteniamo, in base a quello che in politica un tempo si chiamava manuale Cencelli, che possa trattarsi più facilmente di un solista, dato che l’anno scorso ha vinto un gruppo maschile, il   Volo, e molto probabilmente di una casa discografica diversa da quella vincitrice nel 2015.
Comunque rammentiamo che  raramente la canzone più bella ha vinto, e questo si è verificato, a nostro avviso, a parte i primi anni ’50, con Modugno nel 1958 e 1959, con l’istriano Sergio Endrigo nel 1968, con Riccardo Fogli nel 1982, con I Pooh nel 1990, con la Piccola Orchestra Avion Travel nel 2000, con la nostra Elisa, monfalconese Doc nel 2001 e nel 2011 con Roberto  Vecchioni.
Gli unici goriziani partecipanti lo hanno fatto in veste di autori, cioè l’indimenticabile maestro Edy de Leitnburg nel 1957, con "Il mio cielo" nella categoria indipendenti, interpretata da Luciano Virgili e Carla Boni, e Roberto Montanari nel 1985  fra le nuove proposte, co-autore di "Me ne andrò" con l’interprete di Remanzacco Giovanni Miani, secondo per un solo punto dietro a Cinzia Corrado, e l’anno successivo  con "Ribelle su questa terra - Relax". Accanto a loro David Marchetti autore del brano “Doppiamente fragile” con il quale nel 2002 Anna Tatangelo vinse le nuove proposte.
Fra i non moltissimi regionali in gara certamente non possiamo dimenticare i triestini  Teddy Reno e Lorenzo Pilat (il secondo conduttore ogni sabato dalle 9 alle 11 di un programma sull’emittente triestina Telequattro) tre volte in gara come cantante e decine come autore. E come dimenticare anche altri interpreti regionali  come Ennio Sanjust, Stefano Polo, Umberto Lupi ed altri ancora, senza perdere di vista Gino Paoli, in parte monfalconese e poi il compianto Luttazzi e Alberto Zeppieri autore e produttore udinese.
Ci perdonino eventuali dimenticati e ricordiamo invece e bene i goriziani Cyklon B, lasciati fuori all’ultimo momento nel 1983.
La nostra preferita di sempre al Festival? "L’immensità" di Don Backy nella versione dell’autore nel 1967.

I nostri preferiti

1(1) Lascia il segno - i Nomadi
2(-) Anderson East - Delilah
3(2) Shadows in the night - Bob Dylan
4(3) Wallflower .-Diana Krall  
5(4)  Saturn’s papers - Paul  Weller  
6(5) The ringmaster general -  Dave Stewart
7(6 ) Qui per te - Giovanni  Caccamo  
8(7) Long lost suitcase - Tom Jones   
9(8) Io sono  - Paola Turci
10(10) L’ ultima donna - Dino

© Voce Isontina 2019 - Riproduzione riservata
Isontini protagonisti al Festival di Sanremo
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