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Edith Piaf Quartet: omaggio alla cantante francese (ma non solo)

Applausi per il quartetto emiliano proposto dalla Stagione della "Lipizer"; hanno fatto da trait d’union tra un brano e l’altro gli interessanti interventi didascalico-biografici

Edith Piaf Quartet: omaggio alla cantante francese (ma non solo)

Il Teatro Bratuz di Gorizia ha ospitato - su iniziativa dall’Associazione "Lipizer" - nell’ambito dei "Concerto della Sera" un appuntamento che ha visto protagonista l'"Edith Piaf Quartet".
I componenti dell’originale ensemble sono la mezzosoprano Valentina Vanini, diplomata con il massimo dei voti in Canto al Conservatorio di Parma, laureata al Dams di Bologna, specializzata in musica vocale da camera e in musica moderna d’autore, invitata nei maggiori festival e teatri; il chitarrista, docente e compositore Enzo Crotti, diplomato in chitarra jazz presso l’Accademia di Musica Moderna di Modena, laureato cum laude in musica jazz e in omologa laurea specialistica presso il Conservatorio "A. Boito" di Parma (autore di tutti gli arrangiamenti dei brani in concerto a Gorizia); il contrabbassista Antonio Menozzi diplomato, virtuoso dello strumento e improvvisatore; il fisarmonicista e compositore Lorenzo Munari, diplomato al Conservatorio "G. Rossini" di Pesaro e laureato in musicologia.
La prima parte, in occasione del centenario della nascita della cantante, è stato un omaggio intitolato "Edith mon amour": il concerto è iniziato con un medley per trio - chitarra, contrabbasso e fisarmonica - dei ritornelli di brani della "chanteuse française".
È seguita la sequenza delle più note canzoni della Piaf, eseguite con piena ed espressiva vocalità dal mezzosoprano Valentina Vanini: Padam padam, Mon Dieu, Je cherche un homme, La vie en rose, La foule, C’est si bon, Le feuilles mortes, Les amants d’un jour, Hymne a l’amour, Milord, terminando con il suo "testamento canoro" Non je ne regrette rien.
Nella seconda parte il quartetto ha affrontato, con pari affiatata sincronia, musiche di K. Weill - Je ne t’aime pas e Youkali - e Astor Piazzolla - Oblivion, ormai un classico del compositore argentino, Vuelvo el sur e Libertango, questi ultimi cantati in spagnolo con eguale efficacia linguistica dal mezzosoprano.
Hanno fatto da trait d’union tra un brano e l’altro gli interessanti interventi didascalico-biografici sulla vita della Piaf da parte della Vanini.
A completamento del successo di qualità e di pubblico della serata un apprezzato bis del quartetto emiliano.

© Voce Isontina 2019 - Riproduzione riservata
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