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Siamo disposti ad accogliere l’annuncio del Regno?

Il vangelo della domenica - Una comunità in ascolto di Matteo

Parole chiave: Matteo (7), Regno (1), Vangelo (93), annuncio (4)

Mt 3, 1-12
In quei giorni venne Giovanni il Battista e predicava nel deserto della Giudea 2dicendo: “Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino!”.
Egli infatti è colui del quale aveva parlato il profeta Isaia quando disse: Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri! E lui, Giovanni, portava un vestito di peli di cammello e una cintura di pelle attorno ai fianchi; il suo cibo erano cavallette e miele selvatico.
Allora Gerusalemme, tutta la Giudea e tutta la zona lungo il Giordano accorrevano a lui e si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati.
Vedendo molti farisei e sadducei venire al suo battesimo, disse loro: “Razza di vipere! Chi vi ha fatto credere di poter sfuggire all’ira imminente? Fate dunque un frutto degno della conversione, e non crediate di poter dire dentro di voi: “Abbiamo Abramo per padre!”.
Perché io vi dico che da queste pietre Dio può suscitare figli ad Abramo. Già la scure è posta alla radice degli alberi; perciò ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco. Io vi battezzo nell’acqua per la conversione; ma colui che viene dopo di me è più forte di me e io non sono degno di portargli i sandali; egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala e pulirà la sua aia e raccoglierà il suo frumento nel granaio, ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile”.

L’evangelista propone l’entrata in scena di Giovanni Battista, collegandolo artificiosamente al tempo dell’infanzia di Gesù per porli subito in relazione, sebbene non si rispetti una reale sequenza cronologica. Il Battista compare come protagonista vivo del progetto di Isaia che lo aveva annunciato quale voce di un predicatore attento nella sensibilizzazione dei giudei sulla venuta del regno dei cieli, dando così attuazione e continuità alle promesse dell’Antico Testamento. In realtà il collegamento tra Nuovo e Antico Testamento è strumento dell’evangelista per provare l’identità di Gesù e la conformità delle Scritture a tale progetto.
Giovanni, uomo sobrio nell’aspetto e umile come i discepoli, eroga il Battesimo con l’acqua del Giordano per la conversione dei giudei, accogliendo coloro che sono disposti a dimostrare concretamente la loro fede e denunciando allo stesso tempo chi si limita a riconoscere la propria appartenenza alla stirpe di Abramo. Viene annunciata in questo modo la potenza di Dio in relazione al Battesimo, che troverà piena realizzazione in Gesù. Il paragone con il tempo della raccolta e con il simbolo del fuoco ne indica il carattere definitivo.
L’ultima pericope celebra il ministero del Battesimo con Gesù che viene da Giovanni per riceverlo, rivelandosi come Figlio di Dio. Prima, però, vuole compiere ogni giustizia (dikaiosyne) responsabilizzando così l’uomo verso una relazione autentica con Dio e uno stile di azione solidale con il prossimo.
Matteo propone un modello, attuato definitivamente in Cristo uomo, di una persona che si realizza se si mette in gioco e opera concretamente: partendo dal Battesimo per il cristiano vi è la possibilità di un cambiamento, frutto della presa di coscienza della nuova identità religiosa.
Siamo disposti anche noi ad aderire a tale progetto accogliendo l’annuncio del Regno per testimoniare nella vita giustizia e solidarietà con tutti?

© Voce Isontina 2019 - Riproduzione riservata
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