La Parola
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Quel percorso che Gesù ci mostra sulla croce

Con questo passo biblico, che la Liturgia ci regala, inizia la grande sezione del Vangelo di Luca che descrive il viaggio di Gesù verso Gerusalemme, luogo in cui si compirà il disegno di Dio per la salvezza del mondo attraverso la morte e la risurrezione di Gesù.

Parole chiave: Luca (5), Vangelo (93), viaggio (10)

Questa pagina richiama il cammino-viaggio come metafora universale della vita e, a sua volta, la vita come il cammino per farci discepoli di Gesù. Con dedizione totale.
Sappiamo che, per l’evangelista, Gerusalemme è il punto di partenza e di arrivo degli avvenimenti della vita terrena di Gesù e del messaggio che Egli vuole trasmettere.
Pertanto occupa una posizione centrale la scelta di Gesù di recarsi a Gerusalemme: una scelta decisa, dura. Egli sa che in quella città dovrà portare a compimento il disegno di Dio e dare la sua vita. Non si tratta semplicemente di un cammino materiale, per coprire una distanza geografica, ma di una decisione interiore, per adeguarsi fino in fondo al progetto che il Padre gli ha affidato ed accorciare - addirittura annientare - la distanza tra l’uomo peccatore e il Dio che salva. Seguirlo e farci suoi discepoli significa, prima di ogni altra cosa, imitarlo in questo adeguarci al disegno di Dio su ciascuno di noi.
Il rimprovero di Gesù ai discepoli dimostra che loro non hanno ancora capito niente della sua proposta: l’onnipotenza assoluta di Dio in Cristo diventa impotenza verso l’uomo. Questo rimprovero dimostra lo stile di Dio che rispetta totalmente la nostra libertà arrivando ad accettare il rifiuto degli uomini, arrivando a dire "sono disposto ad essere consegnato, se necessario, per voi siate salvi".
Per noi che qualche volta siamo convinti che l’unico modo di "fare giustizia" consiste nell’eliminare chi contraddice e rifiuta la verità, Gesù ci mostra, sulla croce, un altro percorso.
La seconda parte del Vangelo è un’occasione d’interiorità, un aiuto concreto a chi decide di seguire Gesù a fare chiarezza e verità nel proprio cuore.
La chiave di lettura è la libertà che deve essere alla base di ogni sequela: Gesù dice che l’annuncio del Regno di Dio è più importante di tutto ed è il vero modo per dimostrare il rispetto per il padre che è morto, perché si tratta di proclamare la promessa della Risurrezione. Seguire Gesù e non avere il coraggio di togliere i legami che impediscono la nostra libertà è come pretendere di… guidare un’auto all’indietro (esempio dell’aratro).
L’esigenza della sequela vale in ogni tempo e per ogni discepolo: dobbiamo prestare attenzione a non anteporre nulla e nessuno a Lui, ma a riconoscergli quel primato che ci permette di ordinare e dare giusto valore ad ogni relazione e situazione che ci coinvolge. Il duro invito di Gesù esige una decisione immediata (è da accogliere subito, senza rimandare a domani) e una dedizione assoluta (per quanto si configuri come impegnativo).
L’Eucarestia che celebriamo è tappa nel nostro cammino di Fede; è pane del cammino che mentre ci nutre ci assimila a Lui, ci permette di crescere nella relazione con Lui,  rendendoci sempre più simili a Lui nel fare la volontà del Padre.

© Voce Isontina 2019 - Riproduzione riservata
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