La Parola
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Perdonare. Di cuore.

Cosa farà con noi il Padre se non perdoneremo di cuore?

Ci metterà in mano agli aguzzini finché non avremo restituito tutto il debito… ma aspetta: si tratta di un debito impossibile da saldare! Un talento sono 33 kg d’oro; se l’oro valesse, diciamo, 50 euro al grammo, e dunque 50.000 euro al kg, un talento equivarrebbe a 1.650.000 euro… e diecimila talenti corrisponderebbero a 16.500.000.000!!! E chi mai, con l’intera vita sua, di sua moglie, dei suoi figli, può pensare di saldare un simile debito mostruoso?
“Essere messi in mano agli aguzzini” fino alla restituzione piena del debito è allora una grazia, perché significa essere messi in condizione di arrivare a capire, nel tempo, l’impossibilità della restituzione. Sono io l’aguzzino, quando prendo per il collo mio fratello e pretendo che mi dia quanto ritengo mi spetti. Il Signore “mi mette in mano agli aguzzini” quando mi fa entrare dentro di me, l’aguzzino, e mi fa contattare l’assurdo della mia pretesa su di me e sull’altro; su di me, perché ancora, dopo mille fallimenti, ho la presunzione di dirmi “se mi ci metto ce la faccio”; sull’altro, perché pretendo che si comporti come io non riesco a comportarmi.
Questo è il grande problema dei “Cattolici contro”: moralisti implacabili autoproclamatisi paladini della Giustizia e della Verità, che combattono, contestano, censurano, condannano i comportamenti altrui, senza mettere in discussione se stessi, senza fare un cammino dentro di sé.
Si dice spesso che solo chi si sente perdonato può perdonare; verissimo, ma questo brano ci permette di andare ancora più in profondità: può perdonare, condonare i debiti altrui, solo chi è stato messo in condizione di contattare il proprio assurdo, la propria impossibilità a salvarsi da solo, la propria mostruosa e inaccettabile tendenza all’assassinio giustizialista. Può accettare la bruttezza altrui solo chi ha avuto il coraggio di guardare bene in faccia la propria, scoprendosi ciononostante amato e voluto dal Signore. La comprensione affettiva, di pancia e di cuore, di quanto sia indebita la grazia di Dio per noi ci può fare comprendere che non c’è nessuna giustizia da perseguire quando si tratta di perdonare, e che siamo tutti poveracci sulla stessa barca.

© Voce Isontina 2019 - Riproduzione riservata
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