La Parola
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Pentecoste

At 2,1-11; Rm 8,8-17; Gv 14,15-16.23-26

Parole chiave: Parola (41), Vangelo (72)

Che effetto fa lo Spirito Santo? Quali sono i suoi segni, oggi, nella Chiesa? Soprattutto le conversioni, come nel giorno di Pentecoste quando, alle parole degli apostoli moltissimi si fecero battezzare. Fu una vera mietitura. “Pentecoste”, del resto, designava nell’Antico Testamento la “festa della mietitura”. Così alla missione degli apostoli e dei loro successori si può applicare la profezia di Isaia: “Il deserto diventerà un giardino e il giardino sarà considerato una selva” (Is 32, 15).
All’inizio della storia sacra troviamo la costruzione della Torre di Babele: la descrizione di un regno in cui gli uomini hanno concentrato tanto potere da pensare di non dover fare più riferimento a un Dio lontano e di essere così forti da poter costruire da soli una via che porti al cielo per aprirne le porte e mettersi al posto di Dio. Babele è il rovescio della Pentecoste: dallo sparpagliamento alla concordia. Questa è all’inizio della Chiesa e questo è il segno di una comunità viva perché l’unione dei cuori attira e converte.
Lo Spirito è Consolatore perché insegna e ricorda. L’insegnamento afferma la potenza di illuminazione, di redenzione e di gloria di ogni realtà e di ogni evento che la Parola porta ha in se stessa. E il ricordo è prezioso e concreto, perché esprime la vitalità della Parola nella storia personale e collettiva. È il senso alto della cultura umana; meglio: della sapienza, il sapore di Dio nella storia.
Paraclito dice la pienezza nuziale dell’intimità di Dio con noi, segno della relazione profonda e stabile, presenza stessa del Signore Gesù nei nostri cuori. Questa reciproca circolazione è l’Amore, dimensione fondamentale e unica della vita cristiana. La stessa relazione tra il Padre e il Figlio è donata all’umanità.
Noi ascoltiamo la Parola e usciamo dalla Chiesa così come ci siamo entrati. Non così Maria. Dopo che lo Spirito si è accoccolato nel suo grembo ponendovi il Figlio dell’altissimo, lei esce e sull’uscio di casa della cugina, ci fu pentecoste: “Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito santo”. Pentecoste attirata da un saluto, dentro un abbraccio di due donne che si stringono i grembi rigonfi.

© Voce Isontina 2019 - Riproduzione riservata
Pentecoste
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