La Parola
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Il più grande comandamento

Il commento al Vangelo di domenica 29 ottobre 2017

Mt 22, 34-40

Allora i farisei, avendo udito che egli aveva chiuso la bocca ai sadducei, si riunirono insieme e uno di loro,
un dottore della Legge, lo interrogò per metterlo alla prova: “Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?”. Gli rispose: “Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il grande e primo comandamento. Il secondo poi è simile a quello: Amerai il tuo prossimo come te stesso. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti”.

«Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?» Il brano del vangelo ci ripropone un’altra domanda che viene fatta a Gesù, questa volta
non per coglierlo in fallo ma per avere un criterio che possa guidare la vita di fede. Gesù, ebreo osservante della Legge, risponde rifacendosi al comandamento dell’amore di Dio, perno di tutta la legislazione mosaica e contenuto nella preghiera quotidiana dello «Shemà»: «Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente». Questo è il più grande e il primo dei comandamenti. Ma al comandamento dell’amore di Dio aggiunge un secondo, quello dell’amore al prossimo «E il secondo è simile al primo: Amerai il tuo prossimo come te stesso. Da questi due comandamenti dipende tutta la Legge e i Profeti». Gesù ci insegna chiaramente che l’amore verso Dio deve esprimersi concretamente nell’amore verso il prossimo, intendendo non solo le persone vicine, ma ogni uomo, al di là di ogni barriera razziale e religiosa. Gesù ha testimoniato questo comandamento fino in fondo dando la vita sulla croce per noi peccatori, cioè il «suo prossimo». In questi ultimi anni sono cadute tante barriere, ideologiche e non (il muro di Berlino, le frontiere in Europa...), ma ne sono continuate altre (lo sfruttamento nei paesi poveri, le guerre, le divisioni dei luoghi sacri in Israele tra coloro che credono nello stesso Dio...) e sorte delle nuove (emblematici il muro di cemento alto sei metri per rinchiudere i palestinesi a Betlemme e altri muri in varie parti del mondo, con frequenti reazioni di rifiuto verso i profughi).
Il messaggio che Gesù ci fa cogliere è chiaro: ci vogliono un progetto, un sentire comune, giustizia e pace per realizzare il comandamento dell’amore. La storia è nelle mani di Dio e oggi quelle mani hanno bisogno del cuore di ciascuno di  noi: un cuore attento, vigile, delicato, consapevole, che sa leggere gli avvenimenti e caricarli di speranza.
Non siamo buttati a caso in questo mondo, c’è un disegno da realizzare faticosamente,  quotidianamente, talvolta andando controcorrente, svolgendo ciascuno la propria piccola parte da  accostare a quella degli altri. Noi siamo pronti a impegnarci o restiamo in silenzio?

(da "Una comunità in ascolto di Matteo" - a cura degli insegnanti di religione cattolica della diocesi)

© Voce Isontina 2019 - Riproduzione riservata
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