La Parola
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IV^ domenica d'Avvento

Il Vangelo di domenica 21 dicembre 2014

Risuonato nel giorno dell’Immacolata Concezione, anche in questa quarta tappa del nostro cammino di Avvento, è il Vangelo di Luca ad aiutarci ad entrare nel mistero di Dio.
La pagina meravigliosa dell’Annunciazione diventa la porta attraverso la quale entrare nel Natale di nostro Signore! Questo brano è uno dei più noti della Scrittura. Il suo contenuto risuona ogni giorno nell’Angelus e nell’Ave Maria.
È il giorno dell’incontro. Tra Dio e Maria; Tra Dio e l’umanità.
E questo incontro è segnato, contemporaneamente, dall’azione libera di Dio e dal Si di Maria.
Da quel giorno, per la giovane ragazza di Nazareth, nulla è stato più come prima. E, con lo stupore della Fede, nel concreto sono cominciate subito, immediatamente, le difficoltà...
Che cosa le ha proposto Dio? Le ha chiesto di diventare la madre del suo Figlio, di accettare un ruolo importante nella storia della salvezza. Senza, tuttavia, fornirle ulteriori chiarimenti. Senza dissipare l’oscurità del futuro. Senza metterla al riparo dai rischi di una scelta così decisiva. Dio l’ha semplicemente invitata a fidarsi di lui, della sua presenza e del suo amore, dell’azione misteriosa del suo Spirito.
Nasce spontanea una domanda per noi: che cosa avremmo fatto noi al posto di Maria? Come avremmo risposto? Probabilmente ci saremmo trovati in grande imbarazzo. E non solo per lo stupore, per la meraviglia, per l’onore che Dio ci faceva rivolgendosi proprio a noi. Ma anche per il bisogno di saperne di più, di fare i nostri calcoli, di mettere insieme i pro e i contro.
Maria si è fidata di Dio, anche se era un Dio scomodo che portava sconquasso nell’esistenza, fin lì tranquilla, della "promessa sposa" di Giuseppe. Maria si è abbandonata a Dio, al suo progetto, senza chiedere ulteriori spiegazioni. Le è bastata la sua parola perché Dio è fedele. Le è bastata la certezza della sua grazia, del suo amore.
Nel testo lucano la giovane è definita "vergine". Verginità non è sterilità. Maria può generare la vita, non è come Elisabetta o altre donne dell’Antico Testamento presso cui Dio interviene e colma ciò che a loro è impossibile. Maria è segno di chi "si lascia fare" da Dio. Non solo: in Maria il suo abbandonarsi a Dio diventa maternità. L’azione di Dio è feconda, genera vita e novità.
Ancora una breve sottolineatura. Maria domanda, s’interroga e interroga: la fede non sta in antitesi con il desiderio e la possibilità di capire. In fondo la preghiera non dovrebbe essere questo dialogo profondo che da gioia e serenità?
L’esperienza di Maria ci insegna come l’ascolto, l’interrogazione, la fiducia, l’accoglienza della grazia e della Parola siano il cammino che edifica in noi la dimora di Dio, la Sua presenza nella nostra storia.

IV^ domenica d'Avvento
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