La Parola
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III^ domenica del Tempo Ordinario

Lasciarsi guidare dallo Spirito Santo

Parole chiave: Vangelo (100), Spirito Santo (2), guida (4)

Con la terza domenica del Tempo Ordinario, la Liturgia c’invita a leggere consequenzialmente il Vangelo di Luca partendo dal capitolo IV preceduto dal prologo 1, 1-4: in questi primi quattro versetti Luca spiega perché ha deciso di scrivere il suo Vangelo.
Luca ci tiene a confermare la Fede in cui è rimasto coinvolto: non sono pie favole quelle in cui ha creduto, né devote elucubrazioni. Ha dedicato molto tempo a questa ricerca e ci tiene a precisarlo.
Sono versetti chiari che ci mettono in discussione. Come ricorda Paolo Curtaz qualche volta "Siamo convinti che la religione sia qualcosa di utile sì, male non ne fa’, insegna il bene, ma che in fondo in fondo tutto si risolva in una innocua esortazione che non può certo passare al vaglio della storia o della scienza. Il vangelo è e resta uno splendido esempio di libro religioso, Gesù è una figura ammirevole, ma tutto si confonde: morale, favola, dottrina...
Luca scuoterebbe la testa, invitandoci a prendere più sul serio la nostra fede, a dedicare del tempo alla nostra preparazione, a renderci conto che la fede va nutrita, informata, capita, indagata. Le quattro nozioni imparate di malavoglia al catechismo sono, spesso, l’unico approccio al cristianesimo che abbiamo conosciuto...  Vuoi veramente cercare la fede? Indaga. Cerchi davvero Dio? Informati. Vuoi davvero dare senso alla tua vita? Fidati. Sì perché - ci ricorda Luca - la fede nasce dalla testimonianza di chi ha visto e creduto".
Inizia l’attività pubblica di Gesù. Non è solo; Luca sottolinea l’importante ruolo dello Spirito Santo. Per l’evangelista questo é un tema fondamentale, perché proprio lo Spirito sará ad accompagnare Gesú in tutta la sua vicenda storica. Anche la Chiesa nel tempo é condotta per mano dallo Spirito.
Nasce spontanea la domanda se anche noi ci lasciamo guidare dallo Spirito nelle nostre giornate, nelle nostre attività pastorali oppure pieghiamo la Fede alle nostre idee ed interpretazioni.
Il passo d’Isaia è il programma pastorale di Gesù. Due sono gli elementi che possiamo evidenziare. L’annuncio é primariamente dato ai poveri. Non bisogna leggere una forma di preferenza divina a scapito di altre categorie; ma nel Vangelo di Luca l’essere povero è la caratteristica di coloro che hanno instaurato un rapporto qualitativamente diverso con Dio: i poveri hanno riposto la loro fiducia in Dio e si sono abbandonati incondizionatamente a Lui... cosa che manca a coloro che si ritengono a tutti gli effetti autosufficienti o ricchi. Scoprire il valore della povertà come ambito vitale in cui muoversi e crescere è un cammino da fare quotidianamente e con serietà. La povertà diventa l’ambiente in cui Dio opera cose meravigliose ed esegue la sua volontà... per cui una vita legata alla povertà offre al vangelo maggiore possibilità di dimostrare la sua "potenza".
Il secondo elemento é l’oggi in cui viene proclamata la Parola. Non dobbiamo più aspettare, attendere. Oggi per dire qui, adesso è per sempre.
Per potenza di Spirito Santo questa é una Parola viva ed attuale. In Cristo l’uomo non é più solo. Ha trovato il suo definitivo messia... non perdo una parola...
"Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi e proclamare l’anno di grazia del Signore"
Siamo poveri... ciechi... prigionieri... oppressi...
Sei dunque venuto per noi, Signore?
E quando accadrà che ci libererai, inondandoci di gioia?
"Oggi... si è adempiuta questa scrittura..."
Oggi!

© Voce Isontina 2019 - Riproduzione riservata
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