La Parola
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II^ domenica d'Avvento

Il Vangelo di domenica 7 dicembre 2014

A differenza di Matteo e Luca, che danno inizio al loro Vangelo con la nascita di Gesù, Marco comincia il suo Vangelo con una chiara tesi: Gesù Cristo è il Figlio di Dio. Una tesi, questa, che articolerà lungo tutto il suo percorso e che di concluderà sulla croce quando il centurione confermerà la tesi iniziale: “veramente quest’uomo era figlio di Dio”.
In questa seconda tappa di Avvento ci viene ridetto che Gesù è la buona e bella notizia; Gesù, allora, non è solo il messaggero, ma diventa il messaggio stesso.
Che cosa rappresenta Giovanni Battista in tutto questo? È uno strumento! Importante, efficace, profetico ma sempre uno strumento… è veramente quella strada che non ferma a sé ma porta a Cristo. La Comunità cristiana dovrebbe riscoprirsi nel Battista sempre più. Le tante attività che viviamo nelle nostre Parrocchie devono ricordarci che il fine non è la Chiesa… ma è e deve rimanere Gesù. La Chiesa, con le sue opere, deve essere a servizio del Vangelo. Se così non fosse verrebbe meno alla sua vocazione.
Spesso c’è una sottile tentazione nella storia della Chiesa: lasciarsi attrarre da chi ci parla di Gesù dimenticandoci così di andare oltre, di andare incontro a Lui. Il vestire “poveramente” e il cibarsi dell’essenziale da parte di Giovanni non è fine a se stesso, ma rimanda a qualcosa, a Qualcuno: dice quanto sia importante relativizzare il valore di tante cose nella vita per avere occhi capaci di guardare al Signore della vita. Marco, quindi, ci suggerisce chi è il vero riferimento, il centro della vita.
Lasciamoci destare, dunque, dalla voce del Battista che grida: ci strappa ai nostri ritmi abituali e un po’ sonnolenti, ci obbliga a scrollarci di dosso il torpore e a renderci disponibili al nuovo. Sì, l’Avvento è il tempo in cui – di anno in anno – noi siamo messi di fronte al nuovo: al progetto di Dio, alla sua proposta di felicità e di pienezza, all’offerta di una relazione che dà un senso nuovo al nostro cammino.
Lasciamo che il Battista apra i nostri occhi sulla realtà che ci sta intorno. Guidati dalla Parola, potremo allora riconoscere tanti segni rincuoranti dell’azione dello Spirito. Sì, il regno di Dio non è un’illusione: qualcosa si sta già muovendo. Si tratta solo di assecondare il cambiamento, cominciando da noi stessi, dai nostri atteggiamenti, dalle nostre scelte, dalle nostre decisioni.
Ecco, allora, l’importanza di riscoprire il “deserto” come occasione per trovare spazio e tempo per una seria e significativa ricerca spirituale: Natale non è la festa dei bambini e basta.
È incontro che cambia, è inizio di vera conversione. Natale è l’occasione per diventare finalmente “adulti” nella Fede.
Una piccola appendice alla Parola di questa domenica: Isaia usa delle parole che più che mai in questi nostri tempi, possono fare bene al cuore: Dio viene! Dio consola e non ci abbandona.
Il Natale è autentico se c’è speranza per l’uomo ed in Cristo ogni uomo può trovarla o ritrovarla. Che le nostre Comunità siano luoghi di speranza.

II^ domenica d'Avvento
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