La Parola
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I 99 giusti che non hanno bisogno di conversione

XXIV Domenica Tempo Ordinario

Es 32,7-11.13-14; 1Tm 1,12-17; Lc 15,1-32

Parole chiave: Parola (158), Vangelo (193)

Inizia la parte delle parabole che esaltano il tema della misericordia. Dinanzi a Gesù, i pubblicani e i peccatori. Basterebbe questo pensiero a colmare il cuore: tutti i pubblicani e i peccatori “si avvicinavano a lui per ascoltarlo”.
È il riconoscimento della sua signoria, ma anche la ragione della diffamazione e del rifiuto dei farisei e degli scribi.
La prima parabola parte con una domanda ironica: nessuno lascerebbe 99 pecore per cercarne una sola. Dio, sì! Perché Lui, il Pastore, l’ha perduta. Dio si coinvolge nel dramma umano perché noi siamo la creatura di Dio amata e perduta.
Dio non teme di paragonarsi persino a una donna di casa che accende una lampada e cerca con cura una sola moneta. Si può dire che anche il vero lavoro da fare nella casa del Signore non è quello che elimina lo sporco, ma quello che ritrova tutti i suoi figli perduti.
Restano i novantanove giusti che non bisognano di conversione.
Chi sono? Forse anche questo è un segno po’ ironico, come richiamo ad una ricerca personale; forse tutte e cento sono pecore perdute.

© Voce Isontina 2022 - Riproduzione riservata
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