La Parola
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Gesù, luce delle genti

Sono trascorsi 40 giorni dopo il 25 dicembre, giorno in cui si celebra la nascita del Signore e oggi, Domenica 2 febbraio, celebriamo la festa della Presentazione al Tempio di Gesù.

Parole chiave: Vangelo (91), Parola (61)

Questa antica festa, detta anche candelora, inizia con il rito liturgico della benedizione delle candele, simbolo di Cristo "luce per illuminare le genti", come il bambino Gesù venne chiamato dal vecchio Simeone al momento della presentazione al Tempio di Gerusalemme.
Egli è la luce e la rivelazione delle genti, e gloria del suo popolo: "Multis enim modis illuminat, et variis donis credentium animas illustrat: Egli oggi illumina in tanti modi, e con diversi doni rischiara le anime dei credenti".
Secondo la legge di Mosè, ogni primogenito maschio del popolo ebraico era considerato offerto al Signore, ed era necessario che dopo la sua nascita i genitori lo riscattassero con l’offerta di un sacrificio. Ai tempi di Gesù era previsto che 40 giorni dopo la nascita avvenissero simultaneamente l’offerta del primogenito e la purificazione della madre, come in effetti Maria e Giuseppe fecero, secondo quanto narra l’odierno Vangelo di Luca.
Per questo motivo prima della riforma liturgica del Concilio Vaticano II questa festa aveva il nome di "Purificazione della Beata Vergine Maria". Maria è insieme Gesù al centro della riflessione di oggi; anche Lei, Immacolata nella sua concezione, si sottomise alla legge della purificazione alla quale non era obbligata, per darci esempio di umiltà e di obbedienza alla legge di Dio. Paolo VI nella Marialis Cultus, considera congiuntamente questa ricorrenza liturgica come festa mariana e come festa del Signore: "La festa del 2 febbraio, a cui è stata restituita la denominazione di Presentazione del Signore, deve essere considerata, perché sia pienamente colta tutta l’ampiezza del suo contenuto, come memoria congiunta del Figlio e della Madre, cioè celebrazione di un mistero di salvezza operato da Cristo, a cui la Vergine fu intimamente unita quale Madre del Servo sofferente di Iahvè".
Un altro grande Papa vissuto prima della riforma liturgica, San Pio X, nel suo Catechismo Maggiore, ci ricorda che dai misteri della Purificazione di Maria Vergine e della Presentazione di Gesù Cristo dobbiamo imparare principalmente tre cose: adempiere esattamente e in tutto la legge di Dio, senza cercare pretesti per dispensarci dall’osservarla; desiderare Dio solo, e offrirci a Lui per fare la sua divina volontà; avere grande stima dell’umiltà, e purificarci sempre più con le opere di penitenza.
Ma più di ogni altra cosa oggi, nella festa della Purificazione, i padri e le madri dovrebbero offrire i loro figli a Dio per avere la grazia di crescerli cristianamente.
Oggi, in processione con le candele accese, facciamo memoria del viaggio della Santissima Vergine da Betlemme al tempio di Gerusalemme con il bambino Gesù fra le braccia, e del giubilo che dimostrarono i Santi Simeone ed Anna nell’incontrare il Signore. Partecipando alla processione rinnoviamo la fede in Gesù Cristo nostra vera luce, e preghiamolo di illuminarci con la sua grazia per renderci degni di essere un giorno ammessi nel "Tempio della Sua Gloria" per l’intercessione della sua Santissima Madre.

© Voce Isontina 2019 - Riproduzione riservata
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