La Parola
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Corpus Domini

Il commento al Vangelo di domenica 29 maggio 2016

Se la Quaresima è stato un lento cammino, la Pasqua inizia con una corsa. La Fede, in fondo, è movimento, non è staticità.
È ancora Giovanni ad accompagnarci di buon mattino al sepolcro. Nella pagina evangelica di oggi non c’è nessun incontro con il Risorto. Troviamo Maria di Magdala, Pietro e l’altro discepolo, quello che Gesù amava; troviamo non angeli messaggeri ma una pietra rotolata via, delle bende per terra, il sudario ben piegato in un luogo a parte.
I segni di quella prima domenica sono gli stessi per noi oggi. Che cosa ci dicono? Un bel esercizio pasquale potrebbe essere quello di leggere questi segni con gli occhi dei protagonisti della pagina evangelica.
Maria. L’evangelista ci ricorda che Maria va al sepolcro di buon mattino, quando era “ancora buio”; per Maria di Magdala era sì buio fuori ma lo era, soprattutto, dentro il suo cuore: buio per la perdita dell’unico che l’aveva capita. Gesù non solo le aveva detto cosa aveva nel cuore, soprattutto l’aveva “liberata” da ciò che l’opprimeva più di ogni altra cosa. Maria rappresenta la nostra emotività… non possiamo farne a meno… è l’emotività che ci spinge, talvolta, a fare delle cose che mai non avremo fatto… proviamo a pensare a quando abbiamo vissuto l’esperienza della morte delle persone care.
Pietro. Corre. Il grido di Maria è per lui un ulteriore trauma che, però, lo spinge ad alzarsi, a correre ad un sepolcro. Cosa avrà pensato Pietro durante quella corsa? Pietro, in fondo, rappresenta la razionalità che si ferma ai segni: guarda, vede… ma non a sufficienza. Ma s’interroga.
L’altro discepolo. La tradizione lo identifica con Giovanni. In lui troviamo la sintesi del credente… emotività e razionalità; quei segni sono chiari: Gesù è risorto… “vide e credette”.
La Fede, ci dice il Vangelo, è usare “testa e cuore”, è riflettere, meditare; la Fede in Cristo è un continuo partire e ripartire; non è possibile dare per scontata la Risurrezione.
Pietro e Giovanni, contagiati dalla corsa di Maddalena si mettono a correre insieme.
Riprendiamo anche noi a correre alla ricerca di Gesù, e coinvolgiamo in questa corsa anche chi ci sta accanto e che magari è fermo e bloccato dai problemi e dalle altre “frette" della vita di oggi.
Auguri per Pasqua di corsa... perché tutta la vita di fede non si blocchi.

© Voce Isontina 2019 - Riproduzione riservata
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