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Lavoro di cura: del tempo e di noi

"La crisi 2021 rimette al centro la centralità della salute, si focalizza sulla cura come nel 2020 ma certo in modo più pressante: è un concetto di portata rivoluzionaria"

Parole chiave: cura (7)
Lavoro di cura: del tempo e di noi

Quando tutto questo sarà finito..." era il pensiero che ci ballava in testa nella prima fase della pandemia, in cui il confinamento ci stordiva, la paura del contagio ci bloccava, ma... ci volevamo  convincere che la scritta "Andrà tutto bene" appiccicata sull’arcobaleno avrebbe funzionato. Da allora sono passati Trecentoventi giorni e più, e vediamo invece che la valanga dolorosa del  "tutto questo" non è finita, benché le tabelle Covid siano retrocesse in terza o quarta pagina nei telegiornali, e forse non sobbalziamo più nel leggere che in Italia ogni giorno per il virus muoiono centinaia di persone.
La crisi 2021 rimette al centro la centralità della salute, si focalizza sulla cura come nel 2020 ma certo in modo più pressante: è un concetto di portata rivoluzionaria sottolinea su Rai3 la giornalista Giovanna Badalassi (di Ladynomics, sito che parla di economia dalla prospettiva delle donne). Porta alla ribalta tutta una serie di mestieri vicini alle persone, che però sono considerati subalterni e nel mercato sono pagati di meno.
Eppure il lavoro di cura - compreso quello sanitario che è aumentato per la pandemia e che è alla ricerca di addetti/e che stenta a trovare - è un’attività che, occupandosi della persona e quindi "salvavita", richiede importanti risorse di empatia, capacità relazionale, inclusività, di delicata responsabilità insomma. Valorizzarlo può aiutare ad affrontare problemi già esistenti, ma irrisolti, che la pandemia ha acuito.
 E comunque il prendersi cura non si esaurisce nell’intervento di un singolo, ma un prender parte ad una costruzione di insieme, come ha osservato il dottor Francesco Simoni partecipando a "Una crisi da non sprecare", uno spazio diocesano di riflessione su tempo che stiamo vivendo. Nella prospettiva di "una cultura della cura, quale impegno comune, solidale e partecipativo per proteggere e promuovere la dignità ed il bene di tutti",come ha sottolineato papa Francesco nel Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace 2021.
E Mariangela Gualtieri si inserisce con questi versi: "Adesso è forse il tempo della cura./Dell’avere cura di noi, di dire/noi. Un molto largo pronome in cui tenere insieme i vivi, tutti...
Diremo io o noi? E quanto grande il noi/quanto popolato? Che delicata mano/ ci vuole ora, e che passo leggero,e mente/ acuta, pensiero spalancato al bene....Cura d’ogni cosa,/non solo dell’umano. Tutto ci tiene in vita./ Tutto fa di noi quello che siamo." (Adesso,2021 Monasterodibose.it)

© Voce Isontina 2021 - Riproduzione riservata
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