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Festa della mamma: i figli, la cura, il lavoro

Quali e quante le nuove mamme da festeggiare in questa lunga pandemia? La denatalità oggi presenta un conto pesante: nel 2020 sono stati 400 mila i nuovi nati, dato negativo che si aggiunge al conteggio di altre 500 mila culle vuote in soli 5 anni.

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Festa della mamma: i figli, la cura, il lavoro

Fare del 9 maggio 2021 la data simbolo per la riapertura delle Residenze Sanitarie ai famigliari degli ospiti è l’obiettivo cui sta puntando l’Orsan (Open rsa now),organizzazione italiana che sostiene, dopo l’infinita separazione causa Covid, l’importanza di riprendere i contatti tra i ricoverati (sono circa 350 mila, e non tutti sono donne e madri) ed i loro congiunti. Dicono: "Almeno guardarsi senza lo schermo del vetro o della pellicola di plastica avvolgente... e poi per quanti anziani non c’è stato nemmeno l’occasione di un incontro tramite lo schermo di un tablet!..."
Su questa ricorrenza, che la "saggezza"di Wikipedia definisce "celebrata in alcuni Paesi del mondo, in onore della figura della madre, della maternità e dell’influenza sociale delle madri", in realtà abbiamo visto concentrarsi per decenni campagne commerciali particolarmente insistenti, con giri di affari sostenuti e deboli ricadute  in gesti di affetto, fatti salvi i "lavoretti artistici" con la dedica "Per te mamma" che uscivano dalle mani dei bambini della scuola d’infanzia e  primaria.
Sfogliando il calendario ad inizio maggio, alla ricerca di questa data, la mia mamma diceva: "E’ una festa moderna, è di moda, però a me piace perché cade in maggio, il mese del Rosario e così la vedo collegata con la Madonna, che è la Mamma più vera!"
Quali e quante le nuove mamme da festeggiare in questa lunga pandemia? La denatalità oggi presenta un conto pesante: nel 2020 sono stati 400 mila i nuovi nati, dato negativo che si aggiunge al conteggio di altre 500 mila culle vuote in soli 5 anni.
Aggredire il nodo della denatalità non è un’operazione di immagine da pubblicizzare a forza di slogan, ma richiede forme di sostegno alle famiglie, in cui si concilino la vita professionale e lavorativa delle madri con l’investimento in servizi legati alla gestione della maternità. Infatti troppo spesso l’arrivo di un figlio fa crollare l’occupazione femminile, già di per sé ferma in Italia al 48,5% contro una media europea del 64,5%. "Il lavoro di cura non può essere tutto sulle spalle delle donne" insiste Linda Laura Sabbadini, Direttrice Centrale Istat, annotando che dei 101 mila occupati in meno in Italia nel 2020, ben 99mila erano donne; posti di lavoro cancellati dal Covid, ma anche dall’insostenibilità per moltissime donne di poter continuare un doppio lavoro, fuori e dentro casa,con l’aggravante del lockdown. Insiste Gianluigi De Palo, Presidente Nazionale del Forum delle Associazioni Familiari"Ad oggi il 58% della spesa pubblica va in pensioni e solo il 6% in famiglia e figli".
Nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, appena inviato a Bruxelles, afferma Mario Draghi, Presidente del Consiglio:"Sono stanziati 4,6 miliardi di euro per la costruzione di asili nido, scuole materne, servizi di educazione e cura per la prima infanzia. Inoltre , tra le clausole di priorità, sono state inserite l’assunzione di giovani e di donne. Altre misure riguardano la facilitazione per i giovani di ottenere  mutui per l’acquisto della casa e per accedere a nuove attività imprenditoriali".
E’ finalmente una risposta, almeno una prima risposta, alla desolata constatazione  della professoressa Linda Laura Sabbadini sul fatto che "In Italia si parla, ma non si investe, non si agisce!"?
Speriamo di sì...ripresa e resilienza.

© Voce Isontina 2021 - Riproduzione riservata
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