FAQ - Frequently Asked Questions
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"Di chi è" la messa? Quando si cambia un vescovo e come lo si sceglie?

Risposte a domande semplici per chi vive nella comunità cristiana

Capita di sentire i nomi di altri defunti nella "mia" messa… perché? La messa non è mai realtà privata, ma è sempre preghiera di tutta la Chiesa.
Quando si cambia un vescovo?
Secondo il diritto canonico chi ricopre un incarico nella struttura ecclesiale quando arriva a 75 anni è invitato a dare le dimissioni. A questo punto il superiore valuta se accogliere o meno la richiesta di "pensionamento". La valutazione avviene in base allo stato di salute dell’interessato, alla sua capacità di corrispondere alle esigenze del ministero, alle risorse disponibile, al bene del ministro e al bene della comunità a cui è a servizio.
Così avviene anche per i vescovi. A 75 anni il vescovo scrive le sue dimissioni al S. Padre che in genere le accoglie, ma invita anche a rimanere al proprio posto fino a quando verrà indicato un successore. Questo processo di designazione del successore può durare anche qualche anno. Questo è il caso del vescovo Dino che ha compiuto 75 anni l’11 luglio 2011 e ha ricevuto la nomina del suo successore il 28 giugno 2012.
Si cambia guida nella diocesi anche se un vescovo viene chiamato a ricoprire un altro incarico in un’altra diocesi (questo è il caso del vescovo Carlo che da vescovo ausiliare della diocesi di Milano è stato nominato vescovo di Gorizia) o nei servizi alla Chiesa universale, oppure se ci sono dei problemi di salute che prima dei 75 anni sono particolarmente gravi, oppure se un vescovo non è in grado di svolgere il suo ministero.

Come vengono scelti i vescovi?
È compito del papa nominare i vescovi come successori degli apostoli. Per individuare le persone più adatte a questo compito c’è una procedura piuttosto complessa che coinvolge le diocesi, il nunzio (ovvero l’ambasciatore della Santa Sede nei vari Stati e regioni del mondo), la Congregazione per i vescovi. Illustriamo una versione il più possibile semplificata.
Le conferenze episcopali (insieme di vescovi che collaborano in un territorio) almeno ogni tre anni presentano alla Congregazione per i vescovi (l’ufficio del Vaticano che si occupa di scegliere i vescovi per tutto il mondo) un elenco di sacerdoti che potrebbero essere adatti a fare i vescovi. Il diritto canonico richiede che questi candidati siano fermi nella fede, siano saggi e prudenti, si comportino bene, abbiano le doti umane necessarie a svolgere un ruolo di coordinamento; i candidati devono godere di una buona reputazione; viene richiesto che abbiano almeno 35 anni di età e siano sacerdoti da almeno 5 anni; abbiano dei titoli di studi in sacra Scrittura, teologia o diritto canonico o siano almeno veramente esperti in tali discipline.
A partire da questi nomi il Nunzio, per conto del papa, chiede ulteriori informazioni a chi può conoscere questi candidati e ai vescovi che saranno suoi vicini. Tutta questa documentazione viene presentata alla Congregazione dei vescovi che insieme al papa decidono cosa fare. Quando si pensa di aver individuato il candidato giusto per il ruolo da ricoprire viene inviata una lettera in cui viene proposto il nuovo incarico. Se il sacerdote scelto accetta e non indica motivi per rifiutare viene dato l’annuncio ufficiale.

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