FAQ - Frequently Asked Questions
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Cosa fare quando muore una persona della propria famiglia?

Un vademecum delle incombenze pratiche da svolgere

Parole chiave: morte (11), incombenze (1)

La prima cosa da fare sicuramente è affidare alla misericordia di Dio il proprio defunto, sapendo che le preghiera supera la barriera della morte e fa partecipare già da ora alla comunione dei santi.
Dopo un decesso c’è tutta una serie di incombenze pratiche da svolgere che rischiano di impedire di vivere in un clima di preghiera questo momento: avvisare il medico curante se il parente è morto in casa, attivare il medico necroscopo per ottenere il certificato di morte, avvisare l’Ufficio di Stato Civile, eventualmente ottenere le autorizzazioni dalle autorità giudiziarie… molto spesso sono le imprese dei servizi funebri che aiutano la famiglia in tutti questi compiti.
È una buona cosa avvisare fin da subito la parrocchia del decesso di un proprio fedele. Nei paesi dove è ancora forte il senso di appartenenza e di comunità si avvisa tutta la popolazione di un decesso facendo suonare le campane. Questo primo contatto serve a coinvolgere la comunità (la morte non è mai un evento solamente privato, ma coinvolge un po’ tutti e non solo la famiglia) e ad avvisare il sacerdote che potrà così unirsi alla preghiera della famiglia e verificherà la propria disponibilità per l’organizzazione del funerale. Anche se le imprese funebri sono abituate a contattare la parrocchia di riferimento del defunto e ad avvisare i sacerdoti, è bene non saltare il primo passaggio in parrocchia preoccupandosi solo degli aspetti organizzativi.

© Voce Isontina 2022 - Riproduzione riservata
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