Dialogo Aperto
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Una sorprendente scoperta

"La religione ridotta ad un’usanza, una tradizione alla stregua delle tipiche ricette culinarie. Una scoperta davvero confortante"

Parole chiave: racconto (10)
Una sorprendente scoperta

"Salve, prof, se è in casa verrò a salutarla e portarle un cestino di frutta del mio orto".
È sempre un piacere sentirsi chiamare prof. da ex studenti divenuti ormai uomini. Per fortuna quel particolare rapporto, specie per alcuni, rimane un filo che non accenna ad usurarsi.
Ripensando a quei quarant’anni trascorsi nelle aule con i suoi giovani, la prof. si sentiva fortunata per aver avuto in sorte un’esistenza, certo impegnativa, ma ricca di quell’entusiasmante vitalità che solo la gioventù riesce a trasmettere. Un vero e proprio dono divino concesso a chi ha la fortuna di svolgere una professione che a rinascere si sceglierebbe ancora mille volte.
Una vera e propria oasi dove rifugiarsi quando altri ricordi, su cui col tempo la mente tende ad indugiare, regalano l’amaro ricordo di fallite opportunità o di errori magari allora neppure avvertiti.
Ma ecco Marco, con il suo cesto di frutta ed il solito sguardo birichino del ragazzo dell’ultima fila, che non riusciva a star fermo e zitto neppure un momento. Uno dei più difficili da catturare l’attenzione, ma dei più affettuosi, se si sentono compresi ed aiutati. Quando ci si incontra poche volte, si ha il gusto di riannodare le fila per essere aggiornati sulle ultime vicende, anche se il solito aspetto di ragazzone vitale lasciava ben sperare, come spesso scriveva sui giudizi finali per attutire le falle di un comportamento e di un profitto non del tutto esaltante.
- Tutto bene, cara prof., come anche per lei, vedo. Oggi sono un po’ stanco perché sto dando una mano ad organizzare, per il mio quartiere, la solita processione che usiamo fare in questo periodo. Voglio che sia tutto perfetto, secondo le usanze di una volta -
 - Che bravo! Ma davvero stai organizzando una processione? - esclama entusiasta la prof. sperando in cuor suo di aver contribuito ad infondere tanta grazia - Ho piacere, davvero non immaginavo fossi tanto credente. -
- E difatti non sono un credente -
- Come non sei un credente!- trasecola l’ingenua prof. - E allora perché mai ti stai tanto strapazzando ad organizzare una processione? -
- Perché fa parte delle nostre tradizioni, di quelle usanze tipiche del nostro popolo, che oggi più che mai abbiamo il dovere di salvaguardare e tramandare, per mantenere integra la nostra identità ed etnia. Un dovere sacrosanto specie di questi tempi quando siamo invasi da gente straniera, che rischia di cancellarci come uomini e come cultura, imponendoci le loro barbare usanze insieme alla loro religione.
Caspita, sembra di avere a che fare con un san Giorgio, che combatte contro il drago!
Lo sbalordimento è totale per la povera prof. che non ha sentore alcuno né di quella spaventosa invasione né tanto meno riesce a comprendere come una processione possa trasformarsi in arma di difesa o peggio ancora di offensiva discriminazione e non viceversa vissuta, come dovrebbe essere, come segno di pace e di amore tra tutti i viventi. E così puntualmente, come ogni volta che le capitava di essere colta di sorpresa dinanzi a qualcosa che esulava del tutto dalla sua mentalità, anche quella volta la prof. restò senza parole. La solita spiacevole defezione che in seguito le procurava rabbia contro se stessa insieme ad un’infinità di cose sensate che, col senno di poi, le venivano in mente.
E così, dopo aver salutato il "devoto" combattente per la patria, restò a rimuginare sull’edificante insegnamento fornitole dal suo bravo ex studente. È proprio vero che nella vita non si finisce mai d’imparare!  Ecco giustificate le incomprensibili simpatie anche da parte di cosiddetti cattolici per chi sfoggia simboli religiosi durante le interminabili campagne elettorali.
La religione ridotta ad un’usanza, una tradizione alla stregua delle tipiche ricette culinarie. Una scoperta davvero confortante.
Non resta che pregare per quanti non sanno quello che fanno, ma soprattutto quello che dicono.
E poi - cercò di consolarsi - tutto sommato meglio organizzare una processione che una rapina in banca o no?

© Voce Isontina 2021 - Riproduzione riservata
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