Dialogo Aperto
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Titolo sensazionale e disinformazione sullo scout "cacciato"

Diritto di replica

In merito all’articolo pubblicato il 27 maggio con grande evidenza sul Messaggero e su apposita locandina, dal titolo Bambino iperattivo "cacciato" dagli scout, non solo il gruppo AGESCI, ma anche i rappresentanti del Consiglio pastorale parrocchiale di Cervignano ritengono necessarie alcune precisazioni, visto che lo stesso giornale ha deciso di non pubblicare il seguente testo, come se la critica a un titolo finalizzato soltanto a creare scalpore e apposto, come di prammatica, da persona diversa dall’articolista costituisse un delitto di lesa maestà.  
Pur fra virgolette, il termine "cacciato" dagli scout, che campeggia nel titolo, è fuorviante e, soprattutto, non risponde al vero, risultando in palese contraddizione con quanto affermato nell’articolo: la madre stessa dichiara infatti di aver informato l’associazione che il figlio non frequenterà più il gruppo (decisione sua), e, su proposta del padre, era stato concordato di valutare dopo le "Vacanze di Branco" l’eventuale proseguimento del cammino associativo.
Comprendiamo la reazione emotiva della madre, ma, se lei stessa dichiara che il figlio è affetto da una sindrome da Deficit di Attenzione/Iperattività (ADHD), non può poi minimizzare i rischi legati a tale situazione. Secondo gli esperti: "l’ADHD con il suo variegato quadro di disturbi associati non è la semplice vivacità, la distrazione peraltro tipica nei bambini, ma un vero e proprio disturbo che, impedisce a chi ne è affetto di selezionare gli stimoli ambientali, di pianificare le proprie azioni e controllare i propri impulsi. Sul piano dell’incolumità fisica l’impulsività può implicare il correre inutili rischi per avventatezza."
L’Associazione Italiana per i Disturbi dell’Attenzione e Iperattività propone due orientamenti da adottare per contenere i problemi dei bambini affetti da questo disturbo: impostare l’ambiente su routine, che rendano prevedibili le situazioni; strutturare e regolare le giornate in modo preciso, per non produrre elementi di instabilità. Dovrebbe apparire evidente che questi non sono i contesti tipici dell’attività scout: il termine stesso "esploratori" sottende piuttosto la scoperta del nuovo e dell’imprevisto, con una certa dose di autonomia. "I ragazzi con iperattività sono più a rischio rispetto agli altri di essere coinvolti in incidenti" afferma l’AIDAI, che sottolinea anche che "Un gruppo di adolescenti esige il rispetto di certe regole, all’interno delle relazioni interpersonali, tali regole possono risultare eccessivamente complesse e articolate per i ragazzi con ADHD, e molte volte questi ultimi dimostrano di non avere le competenze necessarie per fare fronte a tali richieste."
Non a caso il Centro Studi Erickson ha organizzato per la prossima estate un campus estivo per famiglie di bambini con ADHD, in cui saranno condotte attività sia di child training sia di parent training: bambini e genitori insieme per individuare le strategie più efficaci nei confronti dei comportamenti problematici.
Ingeneroso quindi, anche se dettato dalla sofferenza di una madre, attribuire all’AGESCI di Cervignano atteggiamenti incoerenti rispetto ai valori di accoglienza, accettazione, condivisione.

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