Dialogo Aperto
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Testimonianza missionaria dalla Colombia

L'esperienza di fra' Feruglio in Sud America

Parole chiave: Colombia (4), missioni (15), evangelizzazione (7)

Cara redazione di Voce Isontina,
vi scrive un fratello religioso e missionario, per la precisione dei Missionari Saveriani, il cui nome è Alessandro Feruglio. Scrivente che ha sempre cercato di custodire come un valore, le sue origini goriziane, da genitori goriziani "patocchi" del borgo San Rocco da parte della madre Natalia Vucchi e della centralissima via Rastello da parte del papà Sergio.
Ma ovviamente la finalità di questa lettera non è tanto un rivendicare la "gorizianità" di un missionario, quanto piuttosto dalla necessità di farsi in un certo senso ascoltare.
Ascoltare come missionario "ad gentes", ovvero come un fratello che è uscito dalla sua terra per andare ad annunciare il Vangelo in un’latra terra, nel mio caso adesso è Buena Ventura, porto situato sulla costa pacifica della Colombia.
So bene che oggi l’America Latina non si consideri più terra di missione come continua ad essere il continente africano o a maggior ragione l’Asia. Ma credo che la realtà multietnica, o meglio detto afrodiscendente, mi fa credere di essere in una realtà di missione. Il più importante porto della Colombia oggi è proprio Buena Ventura perché più del 40% del traffico import-export del Paese passa per questo porto strategico.
La città di Buena Ventura che è anche diocesi da una sessantina d’anni, conta una popolazione di 450mila abitanti con un profilo culturale trietnico come in altre regioni dell’America Latina: l’85% di etnia afrodiscendente, il 9% bianco mestizo e il restante 6% indigeno.
La cultura afrocolombiana è caratterizzata per la tradizione orale, la musica la poesia, la danza e il canto, caratteristiche che si riflettono nella vita di ogni giorno.
L’afrocolombiano ha una indole ospitale, allegra, estroversa, che lo rende rispettoso della altrui cultura, ottimista verso il futuro e con un profondo senso religioso della vita e della morte. Entrando in particolare nella realtà del quartiere dove è situata la parrocchia di Cristo Redentore posso testimoniare che è entusiasmante la partecipazione liturgica degli afrocolombiani, difatti è proprio grazie al calore umano che trasmettono nei canti liturgici che la presenza gioiosa del Signore si rivela pienamente, irradiandosi nei cuori di tutta l’assemblea dei fedeli.
Posso inoltre testimoniare che il lavoro pastorale di applicazione del SINE, Sistema Integrale di Nuova Evangelizzazione, portato avanti con entusiasmo da padre Claudio Bortolussi, ha prodotto frutti abbondanti costituendosi 34 comunità di evangelizzazione in un territorio con una popolazione che raggiunge i 30mila abitanti. Questo entusiasmo nel vivere il Vangelo trasmesso dai missionari saveriani per più di 40 anni non si perderà perché è parte integrale del vivere la fede da parte della popolazione locale.
Il prossimo anno, molto probabilmente nel primo trimestre, il Santo Padre Francesco, ha promesso di visitare la terra della Colombia.
Con grande entusiasmo e desiderio si aspetta la comunicazione della data ufficiale del viaggio, che senza dubbio aiuterà il processo di pace in atto tra governo colombiano e i differenti gruppi di guerriglieri che pone fine ad una violenza che ha insanguinato il paese per alcune decadi. La riconciliazione è sempre possibile grazie al perdono tanto persoanel come sacramentale per rinnovare la nostra esperienza di incontro personale con la Misericordia del Signore. Non ho dubbi che il popolo colombiano stia arrivando dopo un lungo cammino a questo traguardo. Che il Signore benedica la generosità e gli sforzi fatti da tante eprsone di buona volontà.
Nel congedarmi, rinnovo il mio più vivo ringraziamento alla redazione di Voce Isontina che continua a dare voce ai missionari che hanno accolto l’invito del Signore a uscire dalla propria terra, mettendo come ha ricordato nel suo messaggio Papa Francesco per la Giornata mondiale per le Missioni, a servizio dell’intera famiglia umana, i propri talenti e la propria creatività nel portare il messaggio della tenerezza e della compassione del Signore.
Ancora grazie per l’invio periodico che sta accompagnando da poco più di sette anni la mia esperienza di missione in terra colombiana.

© Voce Isontina 2021 - Riproduzione riservata
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