Dialogo Aperto
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S.Cuore, una parrocchia senza spazi comunitari

A proposito dell'utilizzo della "Stella Matutina"

Vorrei cogliere l’occasione offerta dalla lettera della prof. Piemonti con il titolo "Stella Matutina e cultura goriziana"  apparsa su Voce Isontina del 18 febbraio 2017, per ricordare che nell’Assemblea Generale dell’Unità Pastorale del S.Cuore e di S.Giusto, tenutasi nel gennaio 2015, presentai la seguente "mozione":
"Da qualche tempo non solo i parrocchiani del S.Cuore, ma anche molti cittadini si interrogano sul futuro di questo Centro, che da tempo rimane inoperoso.
Da indiscrezioni sembra che non ci sia alcun progetto immediato, né a lungo termine che preveda la sua utilizzazione.
È da tenere presente che il Centro Culturale Stella Matutina è stato costruito in questo sito proprio per essere complementare alle attività della Parrocchia del S.Cuore, avendo come finalità la promozione e formazione umana, religiosa e culturale a beneficio di tutta la cittadinanza.
Nel 1970 la parrocchia del S.Cuore è stata affidata alla cura dei Padri gesuiti ed essi hanno aperto gli ambienti e le strutture del loro Centro per poter sviluppare tutte le attività legate al loro ministero. Anche l’ufficio parrocchiale con il suo archivio vi furono trasferiti.
Ma alla loro partenza tutto rientrò nella canonica di via Brg.ta Casale.
Come abbiamo ascoltato dalla sintesi degli "Atti della Comunità" l’Unità Pastorale è bene avviata, ma la chiesa del S.Cuore è penalizzata perché non può sviluppare quelle attività formative e culturali essenziali per rendere sempre più viva e responsabile la "Comunità".
Si parla spesso che la parrocchia deve fare "comunità".
La parola deriva dal latino (cum - munus) che significa "mettere insieme i propri doni".
Ma per realizzare ciò è necessario avere ambienti adeguati dove si accoglie e nello stesso tempo si mettono in comune beni, risorse umane e spirituali a vantaggio di tutta la collettività.
Tutte le parrocchie cittadine dispongono di "oratori" attrezzati, solo quella del Sacro Cuore ne è del tutto priva.
Il nostro coro, ben avviato, non ha un locale dove "provare" i brani del suo repertorio; gli scout sono alloggiati in un sottoscala; il gruppo missionario non sa dove lavorare per allestire i mercatini a favore delle Missioni, o per preparare l’ulivo per la domenica delle Palme; anche il catechismo viene tenuto in spazi ristretti; non c’è possibilità di realizzare incontri per giovani o anziani, proiettare filmati, organizzare momenti ricreativi.
Inoltre ci sono parrocchiani qualificati che non avrebbero difficoltà ad organizzare cineforum per ragazzi o adulti, creare attività teatrali o conferenze formative di vario livello, ma non possono fornire il loro contributo perché non ci sono ambienti idonei.
Ora se la Diocesi aprisse, (anche parzialmente), il Centro Stella Matutina e desse in comodato alla parrocchia del Sacro Cuore degli ambienti, essa potrebbe ampliare la sua opera formativa coinvolgendo molte più persone ed essere più propositiva.
Sappiamo tutti che la realizzazione di progetti è sempre legata a costi, ma fidando nella Divina Provvidenza, e nella capacità e passione di coloro che si assumono il compito di guida i problemi si possono superare!
Non mi è stato facile esprimere questi pensieri, ma ritengo che questa richiesta sia anche desiderio di tanti parrocchiani del Sacro Cuore. Grazie”
Sono passati due anni!

© Voce Isontina 2019 - Riproduzione riservata
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