Dialogo Aperto
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Il battesimo degli infanti

L'essenza di un sacramento

È da un po’ di tempo che si sta analizzando in varie sedi il rito del battesimo degli infanti per renderlo più attuale, più consono (dove, come, quando, la preparazione, i genitori, i padrini...) specie dopo i suggerimenti e le indicazioni del nostro arcivescovo presentate nella sua lettera pastorale.
Non si nota però alcuna riflessione o commento teologico sul sacramento.
Nessuno che affronti questo problema.
Ora sappiamo che per l’efficacia di un qualsiasi sacramento sono due gli elementi che devono concorrere, due forze simultanee, due azioni: quella divina e quella umana. Per dirla in latina: "ex opere operato" e" ex opere operantis".
Allora c’è da chiedersi quale può essere l’apporto umano di un bambino che non parla ancora e non capisce. La Chiesa per tanti secoli ha conferito il battesimo solo agli adulti ben preparati e ben disposti. Di questo e solo di questo parlano i testi del Nuovo Testamento. E basti pensare a quei bei battisteri che ci sono rimasti, con tanto di fonte battesimale con i tre gradini che portavano all’acqua e dai quali scendevano solo persone mature. Quello di Aquileia, per esempio costruito nel secolo IX, che poi deve essere servito per vari secoli, ne è una conferma.
Taluno dice che sono i genitori del bambino che sostituiscono... E no! È come se dicessi a qualcuno: prega tu al mio posto. Così altrettanto non si può dire: credi tu al posto mio!
Certe cose non si possono demandare o delegare, sono strettamente legate alla persona. Il Canone 865 del Codice di diritto canonico, al numero 1, parla chiaramente che il soggetto deve possedere "la volontà manifestata di voler ricevere il battesimo". Ciò che dice anche il Catechismo degli Adulti dove si legge a pagina 323: "Il battesimo, per non restare infruttuoso, esige una risposta personale". I genitori sono, invece, i veri padrini, i garanti della fede del neofita, quelli che devono seguire il comportamento cristiano del battezzato.
E allora come la mettiamo con tutta la tradizione cattolica e la sua prassi? La Chiesa con la sua liturgia non può modificare l’essenza di un sacramento, la sua natura (costituire l’acqua con..., il pane dell’eucarestia con..., la formula della consacrazione, ecc...). Qui ci vuole una contro-risposta teologica valida e convincente, non come quella pietosa del limbo.

Il battesimo degli infanti
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