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Olimpiade positiva per l'Italia

Cronaca, aneddoti e storie di sport

Parole chiave: Olimpiadi di Rio (1)

È stata una grande Olimpiade, l’avvenimento più importante dello sport mondiale che ogni quattro anni permette di riscoprire discipline sportive e atleti che per quindici giorni vivono il loro momento di gloria, salvo poi - nella maggior parte dei casi- tornare nel dimenticatoio, perchè, purtroppo sono altri e pochi gli sport che la fanno da padrone.
A noi italiani il medagliere finale ha dato non poche soddisfazioni: siamo fra le potenze sportive mondiali, nonostante tutte le difficoltà. Un segno di come, pur fra mille difficoltà, nelle palestre e nelle piscine anguste ma anche nei campi dissestatisi continui a lavorare bene.
L’Olimpiade ci assegna il nono posto al mondo e quinti in Europa: non è poco davvero!
Abbiamo gioito per l’oro di Gregorio Paltrinieri nei 1500 stile libero, come per le medaglie di Tania Cagnotto nei tuffi, al suo canto del cigno nella disciplina. Come per le medaglie nel tiro, nella scherma, per l’incredibile vittoria di Elia Viviani sulla pista nel ciclismo e altre ancora.
Ma siamo orgogliosi del risultato di uno sportivo delle nostre terre, Braidot, che nella mountain bike è arrivato settimo assoluto: un risultato eccezionale per il ragazzo di Mossa, spinto lassù quasi ai piedi dell’Olimpo da tutto un paese intero che si era radunato davanti a un maxi schermo allestito nel piccolo centro.
Poi ci sono delle medaglie che hanno un altro tipo di fascino, perchè non sono derivate dall’exploit di un singolo, bensì dal risultato ottenuto dal gruppo. Allora è giusto gioire per la medaglia d’argento della pallanuoto femminile e del bronzo conquistato dai maschi.
Merita un commento a parte l’argento della Nazionale di volley, risultato non pronosticabile alla vigilia, perchè la squadra era arrivata a questo appuntamento di Rio con grossi problemi.
Ebbene i ragazzi sono stati eccezionali, la semifinale vinta al tie-break contro gli Usa è uno spot per questo sport bellissimo. La semifinale è stata giocata dai nostri alla grande: quando sembrava tutto perduto, Zaytsev, che giova ricordare è italiano a tutti gli effetti essendo nato in Umbria, ha preso per mano la squadra regalando la finale contro il Brasile.
Ma non solo lo zar, tutti quanti sono stati decisivi, perchè nella pallavolo siamo davanti all’unico sport dove si vince di squadra. Fateci caso, in un azione il primo giocatore riceve, il secondo la alza, mentre il terzo la palla la schiaccia. Quindi l’organizzazione e l’affiatamento sono decisivi; l’Italia è stata questa. Poi certo la finale, la terza della nostra storia, l’abbiamo persa, ma davanti avevamo un Brasile spinto dal pubblico e, senza togliere i meriti, probabilmente aiutato nei momenti decisivi. Ma va bene così, fa parte dello sport.
Note negative? Una su tutte, l’atletica. D’accordo, mancava la nostra punta di diamante, il saltatore in alto Tamberi, probabilmente, anzi sicuramente avrebbe lottato per l’oro; ma dietro a lui, il deserto. La disciplina è da rifondare completamente, perchè quattro anni passano subito e a Tokio dobbiamo tornare ad essere protagonisti.
Poi i singoli: è stata l’olimpiade di Bolt, il principe della velocità, alla sua nona medaglia d’oro in tre olimpiadi e di Phelps, lo statunitense piglia tutto in vasca; di cui non vogliamo parlare delle sue disavventure brasiliane fuori dalla piscina.
Ma permettetemi di citare una su tutte che con Rio ha detto addio, se non ancora all’attività agonistica, sicuramente ai giochi dei cinque cerchi. Federica Pellegrini... grazie di tutto per tutte le emozioni che in questi dodici anni hai regalato allo sport italiano, al nuoto in particolare. Se sempre più ragazzini stanno abbracciando questa disciplina, il merito è, forse, soprattutto tuo.

© Voce Isontina 2019 - Riproduzione riservata
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