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L’estrosità del portiere si vede dalle maglie che indossa

Una riflessione sul ruolo di questa figura calcistica

Parole chiave: portiere (2), calcio (20)
L’estrosità del portiere si vede dalle maglie che indossa

Sono sicuro che molti dei lettori - come chi scrive - sono rimasti rapiti sin da bambini dal ruolo del portiere: se fosse per lui tutte le partite finirebbero 0-0.
Il grande e compianto giornalista Gianni Brera diceva che le partite perfette, quelle senza errori finirebbero sempre con questo risultato. Il gol è dovuto alle nefandezze di chi lo subisce non alla bravura di chi lo realizza.
E dei portieri, oltre alle loro parate spesso spettacolari, ad incuriosire sono spesso le casacche da gioco.
Fino ai primi anni ’70 nel nostro campionato di calcio erano tassativamente nere, con al più il polsino e il colletto a risvolto di un altro colore.
Dino Zoff, Lido Vieri,Villiam Vecchi, "Gedeone Carmignani" i portieri di Inter, Juve, Milan  e Napoli vestivano così. Solo la maglia della Nazionale era grigia, ma sempre austera, senza poca fantasia.
Il primo che probabilmente ha rotto il tabù è stato Ricky Alberatosi, mai banale, spesso sopra le righe, che a Cagliari vestiva la maglia rossa e poi approdato al Milan era vestito di giallo canarino.
Dopo di lui altri estremi difensori andarono verso quella direzione, come Ernesto Galli portiere di Vicenza prima e Udinese dopo in maglia rossa, Pellizzaro del Catanzaro in blu, Ginulfi alla Roma in arancione, Amos Adani del Bologna, che ricordava per la stazza e la capigliatura il portiere della Polonia del mondiale del 1974 Tomaszewski in maglia rossa e Luciano Castellini il giaguaro dell’ultimo scudetto granata in verde.
Poi tutti gli altri.
Sfogliando gli album storici di figurine dei calciatori della Panini dell’epoca ci ritornano alla mente i portieri titolari fotografati in tuffo o parate plastiche e quelli di riserva spesso in tuta dall’aria triste e rassegnata specialmodo quelli costretti a scaldare la panchina all’ombra di Zoff, che solo raramente concedeva al suo secondo l’onore della maglia numero 1. Avvenne così per Massimo Piloni oppure per quell’Alessandrelli che avrà ancora gli incubi notturni, di quando (entrato all’ultima giornata di campionato a venti minuti dalla fine) sul 3-0 per la Juve contro l’Avellino riuscì nell’impresa di far pareggiare agli Irpini di uno scatenato Gil De Ponti.
Nel calcio attuale troviamo maglie di tutti i tipi e generi, con maniche lunghe e corte e numeri senza senso sulla schiena più utili sul tabellone di una tombola che sul campo.
E poi c’è la moda - adottata di recente - di usare la maglia di riserva come maglia del portiere.
Nella penultima gara della Nazionale Gigi Buffon si è presentato contro la Macedonia con la maglia azzurra titolare.
E chissà cosa dobbiamo aspettarci ancora...

© Voce Isontina 2019 - Riproduzione riservata
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