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L’attesa per la "valanga rosa" alle Olimpiadi

Mai come questa volta gli azzurri vi arrivano quanto mai carichi di aspettative nelle prove di sci alpino.

L’attesa per la "valanga rosa" alle Olimpiadi

Mancano una ventina di giorni all’inizio delle Olimpiadi invernali sud coreane. Manifestazione che saranno del disgelo, si spera non momentaneo, fra le due Coree.
Mai come questa volta gli azzurri vi arrivano quanto mai carichi di aspettative nelle prove di sci alpino.
Nello sport ci sono dei cicli e se negli anni ’90 tutte le speranze o quasi venivano riposte sul fondo, sullo slittino e nelle prove dello sci alpino (con i due "mostri sacri" Alberto Tomba e Deborah Compagnoni) quest’anno un gruppo di ragazze ci sta facendo sognare.
Contro tutte le disavventure e sfortune (pensiamo allo stop di Elena Fanchini causato da motivi di salute: a lei un augurio di rivederla prestissimo sulle piste), nell’ultima gara di discesa libera le azzurre hanno colto una tripletta impensabile con la vittoria di Sofia Goggia davanti alla figlia d’arte Federica Brignone (sua madre è l’ex slalomista Maria Rosa Quario) e Nadia Fanchini (che ha corso con la rabbia e la tristezza in corpo per quanto sta capitando a sua sorella e che proprio per questo ha trovato la grinta e la determinazione che l’ha spinta a fare il grande risultato). Senza dimenticare che possiamo contare anche sull’eterna Manuela Moelgg e Marta Bassino.
Le Olimpiadi sono certamente un terno al lotto e non sempre si riesce a confermare il pronostico, anche se alla fine i grandi campioni l’appuntamento non lo sbagliano mai.
Proprio per questo c’è fiducia e speranza anche nel per il settore maschile con Stefano Gross nello slalom e la pattuglia di discesisti guidati da Peter Fill fresco vincitore della coppa di combinata.
Una spedizione azzurra che vedrà nella portabandiera Arianna Fontana un’altra prevedibile protagonista, visto che ci arriverà dopo aver dominato gli europei di short track; attesa anche per quel fulmine sulle prove sprint di fondo che è Federico Pellegrino vincente nell’ultimo weekend sia nella prova individuale che in quella a squadre assieme a Didi Noeckler.
Dietro a questi risultati c’è tanto lavoro e tanta fatica quotidiana. Fra pista e palestra sei-sette ore al giorno per questi atleti che terranno senz’altro alto il vessillo tricolore.
Dopo la batosta calcistica con l’esclusione della nazionale dai mondiali russi di giugno ancora una volta ci aggrapperemo a questi atleti troppo spesso poco considerati dalla massa del tifoso italiano che vede purtroppo a volte solo in una direzione.

© Voce Isontina 2019 - Riproduzione riservata
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