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Sofianopulo: vita tra le note

Ricordo del grande musicista, punto di riferimento per la musica sacra a livello internazionale, nel trigesimo della morte

Parole chiave: Marco Sofianopulo (1), musica sacra (6)
Sofianopulo: vita tra le note

Verrà ricordato la prossima settimana il trigesimo della scomparsa del noto musicista e compositore triestino Marco Sofianopulo la cui autorevole fama e le pregevoli composizioni hanno assunto nel tempo una posizione di perenne rilievo nella panoramica musicale italiana ed europea.
Nato a Trieste il 20 agosto 1952 da una famiglia di origini elleniche (alle quali rimase sempre molto legato), pronipote del celebre pittore Cesare Sofianopulo e fratello del pittore Antonio, sin da bambino dimostrò una spiccata attitudine per le discipline musicali che lo portò a conseguire giovanissimo il diploma in pianoforte presso il Conservatorio Statale di Musica "G. Tartini" di Trieste.
Nel contempo, il sempre maggiore interesse e la naturale propensione dimostrati nei confronti della scrittura musicale, unitamente alla forte personalità ed alla non comune spontaneità esecutiva, lo portarono ad intraprendere il corso di Composizione sotto la guida del celebre maestro triestino Giulio Viozzi (che divenne così suo affezionato maestro e suo costante punto di riferimento) che seppe subito cogliere e mettere in luce gli aspetti più salienti e caratteristici delle sue innate capacità creative conducendolo rapidamente al conseguimento del diploma con brillanti risultati. Contemporaneamente alla pubblicazione delle sue prime opere, che ne fecero ben presto uno stimato compositore, la sempre più crescente ricerca di masse sonore ampie ed intense, che ne caratterizzarono sempre più frequentemente lo stile, lo portò a conseguire poco più tardi anche il diploma in Organo e composizione organistica.
La sua solida preparazione e le sue eccellenti capacità gli consentirono così di ottenere, a soli 23 anni, la cattedra di Lettura della partitura presso il Conservatorio di Trieste che mantenne e portò avanti sempre, con esemplare professionalità, sino a quando la malattia, che lo aveva colpito improvvisamente due anni fa, lo costrinse a ritirarsi.
Nel 1976 assunse la direzione del Coro Polifonico di Ruda che seppe portare a notevoli livelli esecutivi facendogli conseguire nel tempo numerosi premi ed onorificenze in campo nazionale. Nel 1980 lasciò la direzione del Polifonico di Ruda per assumere il prestigioso incarico di organista titolare della Cappella Civica di Trieste (storica istituzione culturale cittadina che sin dal lontano 1538 anima ininterrottamente le celebrazioni liturgiche nella Cattedrale di S. Giusto) della quale nel 1986, succedendo a don Giuseppe Radole, divenne il direttore intraprendendo così quel lungo servizio che da allora, con grande passione, incessante impegno e magistrale competenza sostenne e portò avanti per tutta la vita traendone negli anni innumerevoli soddisfazioni e pubblici encomi.
Copiosa ed importante, oltre che di elevato spessore artistico, divenne così la produzione di musica sacra, regolarmente eseguita dalla Cappella Civica, che ne contraddistinse e caratterizzò negli anni il repertorio musicale.
Contemporaneamente al costante servizio prestato presso la Cappella Civica (alla quale rimase sempre unito da forti legami affettivi), numerosi furono i concerti e le rassegne musicali in ambito locale, regionale e nazionale che ne misero in risalto gli eccellenti risultati esecutivi raggiunti grazie alla sua perspicace supervisione. Molteplici furono inoltre negli anni i corsi, i seminari, le incisioni, le pubblicazioni e gli studi musicologici e di ricerca realizzati per suo interessamento in seno alla Cappella Civica. Il maestro Marco Sofianopulo è stato inoltre prolifico autore di pregevoli pagine cameristiche, orchestrali e sinfoniche che ne hanno messo in evidenza la ricercata qualità stilistica ed espressiva in moltissimi concerti, sia corali che orchestrali, da lui diretti in tutto il mondo. Particolarmente rilevante è infine la recente opera di riscoperta e rielaborazione di una considerevole quantità di motivi popolari (locali e non) e folcloristici.
Una folla numerosissima di persone ha voluto rivolgergli l’ultimo saluto nel corso dei suoi solenni funerali celebrati sabato 22 novembre (giorno in cui la chiesa ricorda la figura di S. Cecilia, patrona della musica e dei musicisti…) nella cattedrale di S. Giusto e presieduti dall’Arcivescovo - Vescovo di Trieste mons. Crepaldi. La liturgia esequiale è stata concelebrata dal vescovo emerito mons. Ravignani e da numerosi altri sacerdoti, è stata animata dalla Cappella Civica che ha eseguito un programma costituito interamente da sue composizioni.
"Marco"- ha pronunciato l’Arcivescovo nella sua commovente e profonda omelia - era nella Chiesa di Trieste un punto di riferimento autorevole e significativo, un uomo giusto ed un musicista eminente che attraverso la sua amatissima Cappella Civica, sua seconda sposa, si è imposto nel panorama musicale della nostra città ma anche a livello nazionale ed internazionale. Ascoltando le sue composizioni interpretate dalla Cappella Civica si avvertono asperità sonore e messaggi protesi a creare effetti quasi dissonanti ma che, alla fine, si fondono in un quadro di grande bellezza e di straordinaria armonia. Umile, discreto, affettuoso, con una umanità gioiosa, Marco vive ora nella sua dimora eterna in gioiosa contemplazione di Dio".
Personalmente, in qualità di corista della Cappella Civica di Trieste oltre che di suo amico, lo ricordo come un uomo umile e riservato, a volte schivo ma sempre disponibile, che riusciva a cogliere gli aspetti più interiori e profondi di ogni persona alla quale sapeva trasmettere sinceri sentimenti di amicizia animati sempre da una particolare vena ironica.
Alla moglie Paola, al figlio Cesare, alla sorella Marina ed ai fratelli Giovanni ed Antonio giunga ancora una volta, a nome del sottoscritto, dei coristi della Cappella Civica e della redazione di Voce Isontina, il più sincero e profondo cordoglio nella certezza che il suo ricordo rimarrà sempre vivo in tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerlo apprezzandone intensamente le vive doti umane e morali, unitamente alle sublimi e celesti armonie delle sue composizioni .
Ciao maestro!

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