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"Nelle tue mani"

L’associazione culturale Fierascena e l’amministrazione comunale di Gradisca d’Isonzo organizzano la terza edizione del festival del teatro sociale

Parole chiave: teatro sociale (4), Gradisca (7), fierascena (5)
"Nelle tue mani"

Eccoci giunti alla terza edizione del Festival di Teatro Sociale PerunTeatroVulnerabile, un progetto di Fierascena realizzato a Gradisca d’Isonzo, con il sostegno del Comune - Assessorato ai Servizi Sociali - e della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia.
Quest’anno verranno realizzate cinque azioni che vedranno coinvolte la Casa Circondariale di Gorizia, La Casa Albergo per anziani Fondazione Osiride Brovedani ONLUS, il Centro di Accoglienza per richiedenti Asilo e Rifugiati di Gradisca d’Isonzo e il Centro Isontino Servizi Integrati.
Si tratta di quattro percorsi di Teatro sociale che coinvolgono le categorie fragili insieme a giovani allievi attori e operatori e che sfociano in cinque momenti performativi e di incontro con ingresso libero per tutta la cittadinanza.
"Sono cinque appuntamenti - spiega la regista Elisa Menon - che si fanno esperienza, sperimentazione, tentativo di esplorare nuove strade, di seguire l’Arte nei suoi percorsi di conoscenza. Nel nostro piccolo, nel nostro grande."
Il progetto 2017, "Nelle tue mani", è partito già in maggio con i laboratori teatrali realizzati da Fierascena: "Nel giardino del re / laboratorio di narrazione" - in collaborazione con la Casa Albergo Brovedani; "Essere o non essere / la reciprocità nell’accoglienza" - laboratorio teatrale con i richiedenti asilo del C.A.R.A. di Gradisca d’Isonzo, "Dal teatro al rito / percorso di formazione per l’attore sociale", condotto da Elisa Menon e Marco Fabris.
Le quattro performances in programma per questa edizione sono "Courage//ritornare a casa", realizzato con i detenuti e già andato in scena martedì scorso; "Il giardino del re", aperitivo e performance teatrale multimediale con gli ospiti della Casa Albergo Brovedani, in scena sabato 22 luglio alle ore 20.00, nel Teatro della Fondazione Brovedani; "Essere o non essere", con i Richiedenti Asilo del C.A.R.A, in Corte Marco d’Aviano, sabato 29 luglio alle ore 21.30; "L’arte della vita / ciò che non lascia traccia, se non nel cuore", festa di chiusura e performance teatrale realizzata in collaborazione con il C.I.S.I., sempre in corte Marco d’Aviano, domenica 30 luglio alle 18.30. Il quinto appuntamento,
"Un minuto di silenzio", una serata dedicata al Teatro Sociale inteso come occasione di incontro e condivisione, è previsto per sabato 29 luglio con inizio alle ore 18.00 al Palazzo del Monte di Pietà (con cinquanta posti disponibili) e sarà un’azione scenica per attori e testimoni.
Il Festival si configura come un’azione dal forte impatto sul territorio, capace di impiegare lo strumento artistico come veicolo culturale che si rivolge direttamente ai cittadini, i quali diventano essi stessi protagonisti dell’esperienza che viene proposta, la quale a sua volta diventa vita vissuta, memoria del territorio, valore che sul territorio rimane. Durante il Festival del Teatro Vulnerabile i cittadini sono dunque attori, portatori di significato, rappresentanti del loro "essere umani" con tutte le complessità che questo comporta e nel contempo fruitori, pubblico, occhio e orecchio che testimoniano la possibilità di dialogo, di scambio, di confronto.
"Il nostro progetto - spiega ancora la regista di Fierascena, Elisa Menon - chiede a tutte le parti coinvolte, attori, spettatori, pubblico, testimoni, di avere fiducia, di mettersi gli uni nelle mani degli altri. E’ infatti l’esperienza del mettersi nelle mani di qualcuno e di ricevere nelle proprie mani l’altro che vogliamo percorrere quest’anno, come elemento fondante dell’essere umani: per necessità, per fiducia, per piacere, per consapevolezza della trama che unisce inevitabilmente tutti noi. Con la terza edizione infine vogliamo definire il carattere di questo Festival. "Per Un Teatro Vulnerabile" è un Festival "epifanico": l’evento nasce e muore ogni anno, pronto a rinnovarsi in stretta sinergia con le esigenze del territorio; "immersivo": pubblico e attori sono dentro l’esperienza, nell’azione, nei luoghi, al centro di una riflessione comune; "inclusivo e territoriale": per realizzare un percorso che possa puntare in alto ci radichiamo in questo luogo, ne coinvolgiamo il tessuto sociale e gli abitanti, viviamo dell’essere qui e ci rendiamo centro di un accadimento unico che parla e ascolta il mondo intero. Siamo nei nostri cortili, nelle nostre piazze, nei nostri teatri e, partendo da quello che siamo, instauriamo un dialogo con gli altri e con quello che saremo. Portiamo con noi il pubblico nella ricerca delle giuste domande e delle possibili, molteplici risposte, procedendo ad un passo adeguato, comprensibile, vivibile, umano."
Gradisca è la città che accoglie gli eventi di Fierascena ormai da 5 anni, una piccola cittadina che da tempo gestisce con responsabilità e spirito creativo le complessità legate ai profondi mutamenti che il nostro mondo sta subendo, estremamente attiva dal punto di vista culturale, attenta a fornire ai giovani sempre migliori strumenti di lettura della realtà e, non meno importante, concepita e condotta a misura d’uomo, la misura che questo Festival cerca di trovare e rispettare.
Il festival ha già preso il via martedì scorso con la riproposizione dello spettacolo "Courage // ritornare a casa", realizzato con i detenuti della Casa Circondariale di Gorizia. "Courage" racconta il viaggio che c’è da affrontare quando, crollate le mura e vinta la città di Troia, le ampie, bianche, bellissime vele vengono spiegate e la prua delle navi si dirige verso l’amata patria, la casa, la famiglia.
È stato trasmesso questa volta in streaming live al pubblico presente nel palazzo del Monte di Pietà, quasi a far sperimentare il dialogo tra dentro e fuori da un punto di vista differente: quello della separazione, della comunicazione a distanza, della differita.
Vedere lo spettacolo senza essere visti, guardare qualcosa che accade dietro le mura nella reciprocità dell’assenza, intravedere uno spezzone di quel viaggio verso casa significa esserne testimoni, farsi ponte, necessario e imprescindibile, tra il dentro e il fuori.
Allo spettacolo è seguito, presso l’Enoteca Regionale "La Serenissima"di Gradisca d’Isonzo, un aperitivo e l’inaugurazione della mostra "Dall’amore nessuno fugge / l’esperienza delle APAC nelle carceri brasiliane", organizzata dall’amministrazione comunale di Gradisca d’Isonzo in collaborazione con Caritas diocesana, Migrantes, cooperativa il Mosaico, Lotus Flower e con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.
La mostra rimarrà aperta fino al prossimo 30 luglio e potrà essere visitata tutti i giorni (tranne il lunedì) dalle 16.00 alle 24.00.
Venerdì 21, sabato 22 e domenica 23, venerdì 28 e sabato 29 luglio, dalle 18.00 alle 20.00, ci sarà anche la possibilità di usufruire di alcune visite guidate.

© Voce Isontina 2019 - Riproduzione riservata
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