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Gli studenti declamano per strada gli esametri delle opere di Omero

Una manifestazione inserita nel quadro del Festival Europeo Latino-Greco che ora si svolge coinvolgendo in simultanea più di 170 istituzioni culturali in 24 Paesi in tutto il mondo

Parole chiave: Omero (1), studente (7), lettura (10)

Molti ragazzi e versi dal suono antico scanditi in esametro hanno animato via Garibaldi la mattina del 24 marzo, per la lettura pubblica del XIII canto dell’Odissea di Omero, manifestazione inserita nel quadro del Festival Europeo Latino-Greco, nato a Lione undici anni fa’ e che ora si svolge coinvolgendo più di 170 istituzioni culturali in tutta Europa, oltre ad associazioni in Africa, nel Vicino Oriente, in Australia ed America, per un totale di 24 paesi.
In simultanea le istituzioni aderenti all’iniziativa il 24 marzo, ognuno nel proprio paese e nella propria lingua, scegliendo in autonomia i brani, hanno fatto risuonare versi antichi ma sempre nuovi e affascinanti del poema epico attribuito ad Omero, per far conoscere al pubblico, in un evento che catalizza l’attenzione sulla cultura classica così attaccata ai giorni nostri, le gesta di Ulisse la bellezza e la stranezza di un mondo che non smette di affascinare studiosi, lettori e curiosi ormai da secoli.
La partecipazione degli studenti goriziani è stata possibile grazie alla consolidata collaborazione di Marco Fucecchi del dipartimento di Scienze dell’Antichità dell’Università degli Studi di Udine e i referenti del Liceo Classico Dante Alighieri, Alessio Sokol e del Liceo Sloveno Trubar, Nadja Marin?i?. Per la multiculturalità offerta dalle due scuole, i versi sono stati declamati in greco antico, italiano e sloveno. Il canto scelto per questa edizione del festival dagli studenti goriziani è stato il XIII, il canto centrale dell’opera e lo spartiacque della stessa dei due filoni del racconto: il primo, costituito dai primi dodici canti in cui Odisseo racconta le sue peripezie ed avventure per mare da Troia a Itaca e la sua "nostalgia", ovvero il dolore per un ritorno in patria così pieno di difficoltà, e il secondo, costituito dai rimanenti dodici,  in cui l’eroe approdato ad Itaca, mette in atto la sua vendetta contro i Proci che approfittando della sua assenza regnavano sull’isola. Gli studenti-rapsodi hanno magistralmente catapultato gli uditori sulla baia di Itaca, dove l’eroe dal multiforme ingegno è appena sbarcato con l’aiuto dei Feaci (che dovranno subire per questo l’ira di Poseidone), ma che tuttavia non riconosce come propria patria, grazie ad uno stratagemma di Atena che dopo essersi presentata a lui nelle sembianze di un pastore e  aver avvolto Odisseo in una nube gli racconta di come Itaca sia tenuta in ostaggio dai Proci. Ai brani, accuratamente letti dagli studenti del Liceo Trubar e dai componenti del gruppo teatrale del progetto Dionisio del Liceo Dante, coordinati da Rosy Tucci e Cristina Rumich sono state alternate brevi esecuzioni musicali a cura di Viljem Gregolet e dei membri dell’orchestra del progetto Dionisio stesso, diretti da Angelo Portelli. Gli studenti con la loro bravura e preparazione hanno dimostrato di saper soddisfare il folto pubblico presente, e -perché no- attirare la curiosità e l’attenzione di passanti e avventori dei locali circostanti.

© Voce Isontina 2019 - Riproduzione riservata
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