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Aldo Policardi, una vita in musica nel monfalconese

L’impegno costante del Maestro per promuovere con forza e impegno ogni forma d’arte nella città dei cantieri

Parole chiave: Aldo Policardi (1), cultura monfalconese (1)
Aldo Policardi, una vita in musica nel monfalconese

Non sarà facile trovare un corrispettivo al Maestro Aldo Policardi, vera e propria forza motrice della vita culturale monfalconese, classe 1921, uscito di scena mercoledì 22 aprile. Il Maestro si associa infatti nel suo ruolo a Tranquillo Marangoni, Silvano Del Missier, Vittorio Parovel, Mafaldo Debiasi che hanno illustrato la storia della città dei cantieri dove egli era nato da genitori originari di Pola - il padre Ireneo, la madre Eugenia Kunstel, di ascendenze austro-ungariche-.
Proprio la signora Eugenia aveva aperto a Monfalcone, in via 9 giugno, un negozio di articoli musicali la cui gestione sarebbe poi passata al figlio Aldo. Un ambiente, dunque, che avrebbe acquisito via via sempre maggiore importanza, tappa obbligata per gli studenti dei Conservatori di Udine e Trieste nonché del liceo musicale di Gorizia per l’orientamento dei loro studi.
Policardi, studente di liceo scientifico e poi alla facoltà di Ingegneria a Bologna, aveva iniziato presto gli studi di violino, entrando a far parte d’un complesso cameristico proprio nell’ambito dell’ateneo bolognese. Avevano fatto seguito a questa esperienza varie direzioni corali e orchestrali. Nella sua città, il musicista sarebbe rimasto soprattutto noto come fondatore e direttore del coro "Grion", condotto con zelo e perizia nel trentennio 1952- 1982 e guidato con successo ai riconoscimenti internazionali nelle rassegne di Gorizia e Arezzo. Grazie al suo insegnamento, la compagine ha potuto vantare una ragguardevole ampiezza di repertorio, con particolare attenzione alla musica sacra del XVI secolo. C’è da sottolineare inoltre che la RAI, a suo tempo, ha incaricato il Maestro di catalogare le più pregevoli pagine corali in ossequio alla sua sicura esperienza. Senza contare che il 2 giugno 1988 è stata assegnata al musicista monfalconese l’onoreficenza di Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.
Personalità ruvida, ma dotato di un sincero senso di riconoscenza e di incondizionata stima per quanti diffondono la vera cultura - soprattutto per i giovani studiosi-, Policardi si è sempre caratterizzato quale strenuo portavoce della classicità nei confronti di qualsiasi linea di pensiero culturale. Propenso a ribadire il suo impegno per ogni forma d’arte, è stato pure componente del direttivo del centro intitolato a "Tranquillo Marangoni".
Uomo di solida fede e nemico della volgarità, ha trovato un’ideale compagna di vita e d’arte nella professoressa Edda Moretti, violinista, docente e cantante lirica, allieva d’armonia di Giulio Viozzi.
La signora Edda ha condiviso con Aldo Policardi più di 50 anni di matrimonio e di vita familiare. Proprio dopo la scomparsa della moglie adorata, avvenuta dopo lunga malattia, il musicista ha vissuto l’ultimo decennio della sua esistenza in un doloroso riserbo, dedicandosi ancora ad alcune interpretazioni nel corso di manifestazioni musicali.
Il suo pubblico gli ha tributato ulteriori riconoscimenti col Premio Seghizzi per una vita nella direzione corale (2006) e con la Rocca d’oro, dedicata alle personalità distintesi per i loro meriti artistici e professionali (2011).
Oggi, il nostro pensiero va ai figli del musicista e della signora Edda, Giorgio, Fulvio e Alda, ai nipoti e ai loro cari. Nella memoria di tutti, Aldo Policardi rimarrà sempre come infaticabile didatta e promotore d’ogni attività culturale, sicuro - con la perizia dello studioso di solido sostrato - che per smascherare i falsi intellettuali non erano necessarie geniali qualità, bastava una cosa sola: aver studiato. E ci rideva sopra.

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