Editoriali
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Una missione di pace e di ascolto

Prima di tutto ricordiamo che stiamo vivendo in un tempo in cui dobbiamo pregare per la pace. Pace per il mondo e nel cuore di ciascuno.

Parole chiave: Ottobre missionario (7)

La Giornata Missionaria Mondiale 2022 trova il suo principale riferimento tematico nel messaggio di Papa Francesco che porta il titolo "Di me sarete testimoni" (At 1,8). Il titolo del messaggio fa riferimento all’ultimo colloquio di Gesù Risorto con i suoi discepoli, prima di ascendere al Cielo ("Riceverete la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi, e di me sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino ai confini della terra").
Partendo dal passaggio centrale, "di me sarete testimoni", il Santo Padre richiama il legame tra ogni missionario e Cristo stesso, "il suo testimone fedele", e ricorda che l’unica missione della Chiesa è proprio quella di rendere testimonianza a Cristo. Il Pontefice sottolinea pure la forma plurale dell’esortazione "mi sarete testimoni". Essa parla della dimensione comunitaria della chiamata missionaria, ed esprime il fatto che nessun missionario agisce da solo e per suo conto, ma in ogni circostanza, "compie un atto di Chiesa".
Ancora, il Papa mette in luce come i discepoli siano inviati da Gesù al mondo non solo per fare la missione, ma per vivere, loro per primi la missione. In tal senso, Francesco rimarca l’importanza della coerenza di vita, della testimonianza.
Passando poi al versetto "fino ai confini della terra", il Papa pone in risalto "il movimento geografico centrifugo, quasi a cerchi concentrici, da Gerusalemme alla Giudea e alla Samaria, e fino all’estremità della terra", che manifesta il carattere universale della Chiesa e della missione, e che rende "una bellissima immagine della Chiesa in uscita"; e al tempo stesso, sottolinea che i missionari "non sono mandati a fare proselitismo, ma ad annunciare".
Nell’ultima parte del messaggio, infine, il Pontefice evidenzia da dove il missionario può trarre energie, forze e stimoli. È la parte dedicata al passaggio "Riceverete la forza dallo Spirito Santo". È sempre Lui, infatti, lo Spirito il protagonista della missione, Lui che ha saputo dare "coraggio e sapienza" ai primi discepoli, che prima erano "deboli, paurosi, chiusi".
L’ottobre missionario di quest’anno si inserisce nel quadro di avvenimenti mondiali dolorosi, con la guerra nel cuore dell’Europa, e di importanti eventi ecclesiali.
Prima di tutto ricordiamo che stiamo vivendo in un tempo in cui dobbiamo pregare per la pace. Pace per il mondo e nel cuore di ciascuno. Il Papa non si stanca di chiedere pace, in particolare per la vicina Ucraina: "Non dimentichiamo: la pace è possibile quando tacciono le armi e incomincia il dialogo! E continuiamo a pregare per il martoriato popolo ucraino e per la pace in ogni terra insanguinata dalla guerra" (Angelus 18 settembre).
Pace anche per il Burkina Faso, dove pure si svolge il nostro impegno missionario e che da tanto tempo soffre di attacchi terroristici, attentati e rapimenti di religiosi e seminaristi (il 6 settembre è stato rapito il "nostro" seminarista Marius Tao).
Non possiamo poi dimenticare il "cammino sinodale della Chiesa italiana" che, nell’anno pastorale 2022-2023 prevede un approfondimento della fase di "ascolto" già iniziata nel precedente anno pastorale: la vita di ogni uomo e donna è preziosa e ha qualcosa di significativo da offrire. In particolare vogliamo ascoltare quei "mondi" che non sono stati ascoltati nel primo anno, in particolare "mettersi in ascolto" delle vite di tanti missionari e del loro "camminare insieme" con le Chiese che sono chiamati a servire: sono vite che hanno tante cose da dirci, sia come testimonianze personali di fede e di servizio all’evangelizzazione, sia come esperienze di Chiese particolari che si impegnano a vivere la sinodalità. Le loro esperienze di evangelizzazione sono importanti anche per le nostre comunità: sono "Vite che parlano"; che parlano di Cristo risorto e vivo, speranza per tutti gli uomini del mondo. Sull’esempio dei missionari vogliamo anche noi imparare a far sì che le nostre vite "parlino" e siano, pur nella semplicità, una testimonianza del Signore Gesù e del suo amore.
Grazie alla collaborazione offerta dalla Fondazione Aiuto alla Chiesa che Soffre, in questo mese di ottobre avremo la possibilità di pregare e di sensibilizzarci sulla realtà dei cristiani che vivono la loro fede nonostante le persecuzioni, particolarmente in Medio Oriente.
Ricordiamo tutti Papa Francesco nella sua visita in Iraq nel 2021, mentre nella Piana di Ninive benedice un’immagine della Vergine Maria deturpata dai terroristi. L’immagine della Madonnina di Batnaya - mutilata in seguito agli attacchi dei terroristi dell’ISIS del 2014 - prosegue il suo itinerario italiano e sarà presente in diverse Parrocchie della Diocesi nella settimana dal 18 al 25 ottobre. Una bella occasione per pregare per la pace e per i cristiani perseguitati.
Infine, in quest’anno ricorrono importanti anniversari per la vita e missione della Chiesa: la fondazione, 400 anni fa, della Congregazione de Propaganda Fide - oggi denominata "Dicastero per l’Evangelizzazione" - e 200 anni fa delle Pontificie Opere Missionarie.
L’ascolto delle vite dei missionari risvegli in ciascun fedele il desiderio e la disponibilità di partecipare alla missione universale della Chiesa. Rinnovo a tutti l’invito di Papa Francesco nel suo messaggio: "ai discepoli è chiesto di vivere la loro vita personale in chiave di missione: sono inviati da Gesù al mondo non solo per fare la missione, ma anche e soprattutto per vivere la missione a loro affidata; non solo per dare testimonianza, ma anche e soprattutto per essere testimoni di Cristo".

© Voce Isontina 2022 - Riproduzione riservata
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