Editoriali
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Stare vicino

Si terranno a Gorizia giovedì 30 luglio, alle ore 18 nel campo sportivo dell’Azzurra in via della Colonia 15 a Straccis i funerali di Stefano Borghes.Nel pomeriggio dello stesso giorno, dalle 14 alle 17.30 il feretro sarà esposto (a cassa chiusa) nella chiesa del Sacro Cuore per permettere al maggior numero di persone possibili di salutare Stefano.

Parole chiave: Stefano Borghes (6), arcivescovo (38)

COMUNICAZIONE DELL’ARCIDIOCESI DI GORIZIASi terranno a Gorizia giovedì 30 luglio, alle ore 18 nel campo sportivo dell’Azzurra in via della Colonia 15 a Straccis i funerali di Stefano Borghes.Nel pomeriggio dello stesso giorno, dalle 14 alle 17.30 il feretro sarà esposto (a cassa chiusa) nella chiesa del Sacro Cuore per permettere al maggior numero di persone possibili di salutare Stefano.Alle 18 avrà inizio la celebrazione eucaristica esequiale nel campo sportivo di Straccis presieduta dall’arcivescovo mons. Carlo Roberto Maria Redaelli.Considerate le disposizioni anti Covid-19 in vigore, l’accesso all’area sarà limitato a 1000 persone: i presenti dovranno rispettare il distanziamento di 1 metro l’uno dall’altro ed indossare le mascherine. L’afflusso sarà consentito dalle ore 16.45 sino alle ore 17.45 e sarà regolato da un servizio d’accoglienza curato dagli scout della città di Gorizia. Si consiglia l’uso di cappellini per proteggersi dal sole.Per espressa richiesta della famiglia, le offerte raccolte durante la messa saranno destinate alle famiglie della Comunità Papa Giovanni XXIII: chi volesse fare una donazione per ricordare Stefano potrà ugualmente farlo dal sito apg23.org Nel rispetto della volontà della famiglia si prega di non effettuare riprese video, audio e fotografiche con qualsiasi mezzo durante la celebrazione del rito sul campo dell’Azzurra e durante l’esposizione del feretro nella chiesa del Sacro Cuore.

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Quando un avvenimento tragico giunge all’improvviso e stronca la vita di un ragazzo che cosa si può fare? Le parole vengono meno, non riescono neppure a prendere forma dentro la propria mente smarrita per tanto dolore. E comunque si ha l’impressione che siano inutili, se non persino inopportune. Una cosa invece si può fare: stare vicino.
Vicino e in silenzio, lasciando solo che parlino nel cuore e dal cuore i sentimenti e soprattutto le preghiere. Stare vicino.
E’ stato lo stesso atteggiamento di Maria, delle donne e del discepolo amato: stare lì sotto la croce, senza una parola, ma con una presenza.
"Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Cleopa e Maria di Magdala" (Gv 19,25) e accanto a loro il discepolo che Gesù amava.
Stare vicino ai genitori di Stefano, alla sorella, ai nonni, ai parenti.
Stare vicino ai compagni e agli amici di Stefano, che hanno condiviso con lui anni di scuola, la passione per lo sport e per la musica, i momenti di gioco e di amicizia.
Stare vicino ai bambini e ai ragazzi del Centro estivo "Estate tutti insieme", che hanno visto improvvisamente sconvolti i loro giorni sereni, da trascorrere finalmente all’aperto nella gioia e nell’amicizia, con giochi ed esperienze interessanti dopo mesi di chiusura.
Stare vicino a don Nicola, ai sacerdoti, al diacono, ai seminaristi e agli animatori che quest’anno avevano preparato con grande cura il centro estivo, con tutte le attenzioni di sicurezza sanitaria, e con l’impegno a garantire ai bambini e ai ragazzi, e alle loro famiglie, una proposta educativa bella, ricca, studiata in tutti i particolari. Responsabili del centro estivo che hanno fatto la scelta, difficile ma pedagogicamente molto saggia, di continuare nel percorso previsto, per non lasciare soli i ragazzi nello smarrimento e nella tristezza.
Stare vicino alle famiglie, che pure con il cuore addolorato e preoccupato, hanno confermato la fiducia negli educatori e negli animatori.
Stare vicino a chi è coinvolto nella ricerca della verità e in eventuali responsabilità per quanto accaduto.
Stare vicino alla nostra comunità di Gorizia, che si sta scoprendo come un’unica grande famiglia, profondamente scossa, ma con il desiderio di reagire e di essere ancora più unita.
Stare vicino alle tante persone che da ogni parte d’Italia si sono commosse per quanto avvenuto nella nostra città e hanno voluto assicurare il loro ricordo e la loro preghiera.
Stare vicino. Stabat mater. Anche Maria era vicina, in silenzio, alla croce di Gesù e ora è accanto a ciascuno di noi. Anzi ci tiene vicina alla croce di suo Figlio che proprio dalla croce ce l’ha donata come madre. Il Figlio di Dio che si è fatto così prossimo a noi, da prendere su di sé il nostro dolore, il nostro peccato, la nostra morte. Il Figlio di Dio che ha pianto davanti alla tomba dell’amico Lazzaro e si è commosso per il figlio morto della vedova.
Stare vicino allora a Gesù, perché Lui ci è vicino, perché Lui, il crocifisso, l’uomo dei dolori che ha condiviso fino in fondo il nostro dolore, è la risurrezione e la vita.
Stare vicino a Lui è stare vicino al Signore della vita. Per Stefano e per tutti noi.

mons. Carlo Roberto Maria Redaelli

© Voce Isontina 2019 - Riproduzione riservata
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