Editoriali
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Segno concreto di fratellanza e solidarietà

Domenica 22 ottobre è la Giornata missionaria mondiale. Istituita nel 1926 da papa Pio XI rappresenta la prima e più importante forma di collaborazione fra le Chiese diocesane in tutto il mondo.

Parole chiave: fratellanza (2), Giornata missionaria mondiale (4)

È il segno concreto della fratellanza e della solidarietà messe a servizio non solo del benessere fisico ed economico degli uomini (per questo esclusivo tipo di benessere nasceranno nel ’900 e all’inizio di questo nuovo millennio istituzioni internazionali e organizzazioni non governative di ogni genere e tipo) ma anche di quello spirituale.
È per aiutare l’annuncio del vangelo, che è Gesù Cristo il risorto, che le Chiese di tutto il mondo cooperano fra di loro e si aiutano in particolare attraverso la raccolta della giornata missionaria mondiale.
Testimoniare Gesù Cristo, il suo amore per l’uomo, è la più grande liberazione da ogni forma di schiavitù personale e sociale.
Non basta aiutare l’uomo a guarire dalle sue malattie, non basta migliorare la sua condizione economica e quindi politica, è necessario che l’uomo incontri Gesù per poter essere libero di amare e di godere fino in fondo del dono della vita. Papa Francesco proprio nella gioia del vangelo indica la felicità della vita.
Nessuna diocesi ha la forza di evangelizzare da sola. Tutte le Chiese locali hanno bisogno dell’incoraggiamento e dell’aiuto delle altre Chiese sorelle.
La Chiesa di Gorizia, per esempio, ha bisogno della testimonianza di tanti giovani di tutte le parti del mondo, della loro generosità evangelica, per poter offrire speranza e gioia ai suoi giovani
 Questo è anche l’intento del sinodo convocato da Papa Francesco e della lettera pastorale del vescovo Carlo, dal titolo: "Il giovane che seguiva Gesù".
Si tratta di un dialogo con il discepolo di Pietro che scriverà la storia di Gesù arrivata a noi con il titolo che prende il suo nome: il Vangelo di Marco.
Una storia da leggere e rivivere singolarmente e in comunità, come invita il vescovo Carlo.
Abbiamo bisogno che il Vangelo passi di generazione in generazione e sia incarnato dall’entusiasmo di giovani conquistati dall’Amore per Gesù. È anche per questa ragione che il Centro Missionario si è aperto alla generosità delle Chiese locali con le quali collabora ormai da cinquant’anni, ed ospita come evangelizzatori e non solo come studenti tre giovani presbiteri che approfondiscono la loro formazione teologica e pastorale per ritornare, fra qualche anno, nella loro diocesi di origine. Si tratta di don Guy-Roger della diocesi di Yamoussoukrò in Costa d’Avorio attualmente a Cervignano, di don Pierre della diocesi di Nounà in Burkina Faso in Cormòns e di don Jean-Marie della diocesi di Nyundo in Rwanda a Monfalcone. Giovani presbiteri che investono nella loro formazione mettendosi a servizio della Chiesa per il Regno di Dio. Grazie anche a loro speriamo che molti giovani della nostra diocesi possano mettersi a servizio del Regno con l’entusiasmo di Marco l’evangelista.

© Voce Isontina 2019 - Riproduzione riservata
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