Editoriali
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Missione è sinodalità

La nostra missione è testimoniare l’amore di Dio in mezzo all’intera famiglia umana. Per questo motivo il tema che è stato scelto per questa Quaresima 2022 è proprio "Missione è sinodalità", come un’affermazione dello slancio "in uscita" che deve animare il credente a partire dalla fede vissuta comunitariamente

Parole chiave: Quaresima (82)

Una delle parole chiave di questo cammino sinodale della Chiesa Universale e italiana è proprio Missione. Insieme a Comunione e Partecipazione sono i pilastri vitali di una Chiesa sinodale.
Non c’è alcun ordine gerarchico tra loro.
Al contrario, ognuna arricchisce e orienta le altre due.
È quindi provvidenziale che la nostra Quaresima, che per tradizione è una "Quaresima missionaria", si intrecci quest’anno con il cammino del sinodo - che stiamo portando avanti nelle nostre Parrocchie, Unità Pastorali, gruppi ecclesiali - e ci spinge a vedere che la Chiesa esiste per evangelizzare.
La nostra missione è testimoniare l’amore di Dio in mezzo all’intera famiglia umana. Per questo motivo il tema che è stato scelto per questa Quaresima 2022 è proprio "Missione è sinodalità", come un’affermazione dello slancio "in uscita" che deve animare il credente a partire dalla fede vissuta comunitariamente. Non possiamo tenere per noi la gioia della fede, non possiamo porre limiti alla speranza; Gesù stesso ci invia in missione, mandandoci verso "gli altri", in particolare dove manca la speranza, verso i più poveri: "Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura" (Mc 16,15).
Nel Messaggio di Papa Francesco per questa Quaresima, troviamo un invito pressante alla perseveranza. Il Papa inizia la sua riflessione dall’esortazione di San Paolo che troviamo nella Lettera ai Galati: "Non stanchiamoci di fare il bene; se infatti non desistiamo a suo tempo mieteremo. Poiché dunque ne abbiamo l’occasione, operiamo il bene verso tutti" (Gal 6,9-10).
Con l’immagine della semina e della mietitura, tanto cara anche a Gesù, il Santo Padre ci invita a vivere la Quaresima come un tempo "propizio" per la nostra conversione, per ridare fiato alla nostre vite talvolta soffocate da tante pesantezze, per rimettere ordine nelle priorità di ciascuno, mettendo al primo posto ciò che davvero conta. Questa è l’opportunità che ci viene data in questa Quaresima, come lo è anche in tutta la nostra esistenza terrena, di cui la Quaresima è in qualche modo un’immagine.
È un’occasione di ascolto, di conversione, di compiere il bene. Anche il tempo del Sinodo ci invita ad ascoltare. Ascoltare è il primo passo, ma richiede una mente e un cuore aperti, senza pregiudizi. In che modo Dio ci sta parlando attraverso voci che a volte ignoriamo?
Scrive il Papa: "In Dio nessun atto di amore, per quanto piccolo, e nessuna generosa fatica vanno perduti (EG, 279). Come l’albero si riconosce dai frutti, così la vita piena di opere buone è luminosa e porta il profumo di Cristo nel mondo".
Il cammino penitenziale di Quaresima, che è stato preparato a livello diocesano, ci aiuterà in questo, a maturare in questa consapevolezza, dandoci un’occasione per rinnovare i nostri cuori con il dono della misericordia di Dio.
Ci sollecita l’invito del Papa: "Non stanchiamoci di fare il bene nella carità operosa verso il prossimo".
I progetti di Quaresima ci aiuteranno a maturare in questa apertura al prossimo, verso tutti, soprattutto i più lontani.
Sempre ringraziamo Dio per l’impegno dei nostri missionari che ci aiuta a crescere in questa apertura: don Michele Stevanato e Claudia Pontel in Costa d’Avorio, Ivana Cossar e Teresa Srebrni¤ in Burkina Faso, Anna Medeossi in Algeria, don Aldo Vittor in Messico e poi ancora i sacerdoti impegnati nella Missione Triveneta in Thailandia. Quest’anno si aggiungono altri tre micro-progetti per allargare ancora di più il nostro impegno: in Egitto, nella Parrocchia di Tal Al Wasta dove opera don Amir Maher, che da seminarista fu ospite a Cervignano; in Pakistan a sostegno del Seminario S. Francesco Saverio di Lahore e poi sempre in Costa d’Avorio, nella Parrocchia di S. Pietro a Kami dove è parroco don Marc Arthur Perreti, che per il tempo degli studi è stato accolto in Diocesi. Senza contare la cooperazione fra Chiese che si è creata grazie alla presenza bella e significativa dei sacerdoti "stranieri" che sono accolti nelle nostre realtà pastorali; con l’arrivo - alcuni giorni fa - del sacerdote ivoriano don Nicaise Amani, siamo arrivati a sei sacerdoti accolti per il tempo dei loro studi, e mi sembra un’esperienza "profetica", frutto di una relazione fra Chiese sorelle in varie parti del mondo che nasce da una "nuova missionarietà".
A tutti l’augurio di un buon cammino di Quaresima, per trovarci poi rinnovati nella speranza che viene dalla luce del Risorto.

© Voce Isontina 2022 - Riproduzione riservata
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