Editoriali
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La scuola ci riguarda tutti!

A pochi giorni dall'apertura del nuovo anno scolastico, il vescovo Carlo scrive a tutti gli alunni e gli studenti

Parole chiave: scuola (133), arcivescovo (38)

Care ragazze, cari ragazzi,
in questi giorni si sta avviando un nuovo anno scolastico. Lo sappiamo tutti che è un anno molto diverso dagli altri e lo sapete benissimo anche voi.
L’anno scorso si è concluso in modo molto strano, dopo che a marzo la normale attività scolastica aveva subito una brusca frenata. Mi diceva qualche giorno fa una mamma: "mia figlia ha fatto l’esame di maturità, ma ci è rimasta male per come si è svolto; è rimasta delusa e mi ha detto: tutto qui?". Ma anche i ragazzi delle primarie e delle medie hanno terminato l’anno in un modo brutto: senza vedersi per settimane con i compagni e le compagne, senza poter incontrare i loro insegnanti, senza che i genitori potessero parlare con i docenti. Qualche scuola è riuscita a organizzare se non una festa, almeno un saluto all’aperto. Come è stato triste per chi di voi ha finito un ciclo di scuola non potersi salutare, magari sapendo che l’anno seguente - quello che state iniziando - vi avrebbe portato in scuole e istituti diversi.
Certo, lo so bene, che nei mesi del "lockdown" (una parola che ha un suono con quel "lock" che ricorda proprio un lucchetto che chiude una porta…) la scuola è andata avanti con l’impegno di insegnanti (che spesso hanno inventato un modo nuovo di fare lezione e, in ogni caso, hanno sempre cercato di mantenere una relazione con voi), dei vostri genitori (che talvolta con fatica sono riusciti a darvi spazio in casa e vi hanno permesso di usare al meglio pc, tablet, smartphone, ecc.) e soprattutto del vostro.
Siete stati ragazzi e ragazze che non si sono arresi, che non hanno approfittato di una improvvisa ma poi troppo lunga "vacanza", avendo voglia di continuare a crescere, di sapere, di fare e farsi domande, cercare.
Complimenti e grazie a tutti voi, ai vostri genitori, ai vostri insegnanti, al personale della scuola (stavo dimenticando i nonni…: grazie anche ai nonni che spesso vi hanno ospitato e anche a quelli che per rischi di salute non hanno potuto starvi fisicamente vicini, ma vi hanno sempre sostenuto con il loro affetto).
Ora riparte un nuovo anno. Tutti speriamo che non scattino altri lucchetti e che tutto funzioni bene sino alla fine, pur con le inevitabili difficoltà.

© Voce Isontina 2019 - Riproduzione riservata
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