Editoriali
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Il dono dei rifugiati

I pellegrini che oggi attraversano l'Europa e il Giubileo

Ogni volta che un fedele vivrà una o più opere di misericordia spirituale e corporale in prima persona otterrà certamente l’indulgenza giubilare". Così papa Francesco nella Lettera con cui ha illustrato le modalità per acquisire l’indulgenza durante l’ormai imminente Giubileo straordinario della misericordia.
Ed una delle sette opere di misericordia spirituale è, significativamente, alloggiare i pellegrini.
Il pellegrinaggio è sempre stato uno degli elementi caratterizzanti il Giubileo. È significativo che le tre grandi religioni monoteiste riconoscano come padre proprio quell’Abramo a cui il Signore chiese di levare le proprie tende e di mettersi in cammino verso il luogo che Lui gli avrebbe indicato.
A ben vedere si tratta di un evento che va oltre i confini delle religioni assumendo un valore universale: il pellegrino - peregrinus (per - al di là - e ager - campo -) è lo straniero che giunge in città dopo avere attraversato  i campi e le frontiere. E nei suoi occhi riflette quanto ha visto ed ha sofferto negli incontri da cui rimarrà segnato profondamente per tutta la vita. L’homo viator che raggiunge la meta non è lo stesso di quando era partito: l’obiettivo che si era fissato muovendo il primo passo e gettando sulle spalle la sacca con le sue cose è il fine cui la sua vita tende.
Oggi le strade d’Europa sono nuovamente attraversate da migliaia e migliaia di pellegrini.
Sono gli uomini e le donne che fuggono dalle guerre e dalle violenze che stanno devastando sempre più aree del pianeta ma anche dalla fame e della miseria che obbligano a coniugare i verbi della propria esistenza sempre al presente e mai al futuro.
Il rumore dei loro passi rimbomba nelle orecchie di questo nostro vecchio Continente ma non riesce a giungere al suo cuore: troppo forte è la paura dello straniero e la diffidenza verso quanto di diverso da ciascuno di noi egli è portatore.
Certamente un’accoglienza indiscriminata e senza regole non è possibile; ma è altrettanto inutile innalzare muri o stendere chilometri di filo spinato.
Quando il fiume incontra un nuovo ostacolo sul suo vecchio corso e non riesce ad abbatterlo, troverà senz’altro il modo di aggirarlo.
Le folle di quanti si fanno pellegrini all’inizio del terzo millennio per ottenere un rifugio sicuro permettono ad ogni credente di vivere pienamente il senso vero del Giubileo: il dono spirituale ricevuto da chi offre loro alloggio ed accoglienza è davvero una grazia senza paragoni.
Rendercene conto può forse aiutarci a vedere con occhio diverso questi fratelli.

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