Editoriali
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Convocati

Tutti coloro che lavorano nella pastorale conoscono la difficoltà nel riuscire a convocare i giovani. Fino a pochi decenni fa era abbastanza semplice: si suonavano le campane, le persone si sentivano convocate e andavano in chiesa; si diceva ai giovani: "ci vediamo quel giorno a quell’ora", e i giovani si presentavano per essere istruiti…

Convocati

Adesso si invitano i giovani ad un appuntamento e le risposte ottenute generalmente sono: "devo vedere…", "non credo mi interessi", "se sono libero…", "chi viene…?", salvo poi all’ultimo momento ricevere un messaggio (se va bene) in cui si dice che non si viene.
Eppure l’esperienza della convocazione è essenziale della vita cristiana. L’essere "Chiesa" significa proprio sentirsi convocati. "Chiesa" è la trascrizione del termine greco usato nella traduzione dell’Antico Testamento per descrivere l’adunata del popolo d’Israele che risponde alla voce di Dio che lo chiama a riunirsi in assemblea. Insomma l’esperienza di ritrovarsi perché convocati fa parte del DNA dell’essere credenti e non si può rinunciare a questa parte della vita cristiana per preferire forme più intimiste e individualiste di spiritualità.
Certo bisogna trovare delle nuove forme che aiutino a comprendere che cosa significhi essere convocati, essere Chiesa. San Giovanni Paolo II ha avuto l’intuizione geniale di proporre soprattutto ai giovani una grande convocazione, in cui fare esperienza di Chiesa, ritrovandosi attorno al successore di Pietro… così nascono le Giornate Mondiali della Gioventù.
La Giornata Mondiale della Gioventù è evento ecclesiale per eccellenza perché aiuta i giovani a fare l’esperienza del sentirsi convocati, del trovarsi in assemblea, del convenire per ascoltare la Parola di Dio e del sentirsi missionari.
La prossima celebrazione della Giornata Mondiale della Gioventù si svolgerà a giorni a Panama, sotto il titolo "Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio". Anche una piccola delegazione della nostra diocesi sarà presente a questa grande convocazione che questa volta, per periodo dell’anno e per costo del viaggio, non aiuta molto la partecipazione dei giovani europei, ma renderà protagonisti le popolazioni del Centro America.

I sei giovani isontini, a cui si sono aggregati anche due provenienti dalla diocesi di Udine, parteciperanno col gruppo organizzato dalla diocesi di Pordenone, che insieme a Padova e a Verona, ha fatto un po’ da capofila a livello triveneto. Si cercherà di legare insieme un’esperienza di conoscenza del contesto missionario e la partecipazione all’evento internazionale. Per evitare che tutto questo venga vissuto come semplice turismo c’è stato tutto un itinerario di preparazione che si è svolto in questi mesi.
Il viaggio comincerà domenica 13 gennaio e farà una prima tappa in Messico presso la comunità missionaria di Texcoco, nelle periferie di Città del Messico, dove opera il sacerdote monfalconese p. Aldo Vittor. Sarà l’occasione per vedere come lavora una grande parrocchia missionaria in un contesto di povertà. A Texcoco si collaborerà al censimento del una zona povera della missione e si collaborerà con del lavoro manuale e delle attività sociali (pulizia delle strade, animazione coi bambini, mensa popolare…). Chiaramente ci sarà anche il momento per la devozione con la visita al santuario della Madonna di Guadalupe ed il turismo con la visita alle piramidi azteche.
Dopo una settimana di permanenza nella missione messicana, lunedì 21 gennaio il gruppo si sposterà a Panama per i giorni centrali della Giornata Mondiale della Gioventù, unendosi agli altri italiani presenti per l’occasione. Il programma della GMG è caratterizzato dalle catechesi dei vescovi, dal festival della gioventù (una serie di eventi, spettacoli, conferenze che permettono di conoscere diversi modi di essere chiesa) e alcuni eventi comuni: la messa di inizio col vescovo locale, l’accoglienza del S. Padre, la via Crucis, la Veglia e la S. Messa conclusiva. Il ritorno è previsto per il 29 gennaio.
Non sarà una passeggiata come viaggio, ma si spera che permetta di gustare la bellezza di essere Chiesa convocata dallo Spirito, da comunicare poi anche ai coetanei quando la delegazione ritornerà. Del resto papa Francesco stesso nella convocazione di questo evento, nel messaggio che ha scritto i giovani specifica: "Carissimi giovani, il Signore, la Chiesa, il mondo, aspettano anche la vostra risposta alla chiamata unica che ognuno ha in questa vita! Mentre si avvicina la GMG di Panamá, vi invito a prepararvi a questo nostro appuntamento con la gioia e l’entusiasmo di chi vuol essere partecipe di una grande avventura.
La GMG è per i coraggiosi! Non per giovani che cercano solo la comodità e che si tirano indietro davanti alle difficoltà. Accettate la sfida?".

© Voce Isontina 2018 - Riproduzione riservata
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