Editoriali
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Collaborazione fra Chiese nell’evangelizzazione

Cinquant’anni fa iniziava l’attività coordinatrice del centro Missionario diocesano, che sulla scia del Concilio Vaticano II riconosceva nella Chiesa locale la centralità di ogni attività missionaria.

Parole chiave: missione (81), collaborazione (21), anniversario (172)

La missione ’ad gentes’, alle popolazioni che non conoscevano ancora il Vangelo, non era più responsabilità principale od esclusiva di Istituti o Congregazioni missionarie, ma della Chiesa locale o diocesi in cui operavano.
Questa centralità della Chiesa locale nell’evangelizzazione si è resa possibile dalla metà del secolo scorso, quando in ogni parte del mondo si è costituita una comunità di cristiani con il proprio vescovo e le sue vocazioni laicali e religiose.
Gli Istituti o le Congregazioni missionarie, che inizialmente erano nate per portare il Vangelo là dove non c’era una Chiesa locale, ora non erano più chiamate ad operare autonomamente ma ad essere a servizio della Chiesa locale in cui si trovavano.
Con il Concilio Vaticano II, l’evangelizzazione non era più responsabilità principale di una organizzazione missionaria, ma di una Chiesa con il suo vescovo a cui le istituzioni missionarie veniva chiesto di mettevano a servizio.
Ed è così che nasce anche la collaborazione fra Chiese nell’evangelizzazione.
Chiese più ricche di tradizione cristiana, con più esperienza di evangelizzazione, si mettono a servizio di Chiese sorelle più giovani e con meno risorse spesso non solo umane ma anche economiche. Il nostro Centro Missionario diocesano nasceva in questo contesto di comunione fra Chiese; lo stesso contesto che ha fatto decidere alle Chiese del Nord Est d’Italia, riunite nel primo Convegno ecclesiale di Aquileia-Grado nella primavera del 1990, di mettersi a servizio di una giovane diocesi della Thailandia che aveva bisogno di aiuto per crescere nella sua attività evangelizzatrice.
Nasce così la collaborazione fra la Conferenza Episcopale del Nord-Est d’Italia e la diocesi di Chiang Mai situata nel nord della Tailandia.
La particolarità di questa scelta sta nel fatto che è espressione di una comunione fra le 15 diocesi del Nord-Est.dalla prima
La collaborazione con la diocesi di Chiang Mai è così frutto di una decisione comune fra Chiese che vogliono essere più unite fra di loro anche quando si mettono a servizio di un’altra Chiesa più giovane nel suo impegno di annuncio e testimonianza della resurrezione di Gesù, che è il Vangelo.
A cinquant’anni dall’inizio della sua attività, il Centro Missionario è stato invitato a visitare la missione nella diocesi di Chiang Mai per esprimere la vicinanza e la collaborazione della Chiesa di Gorizia ai presbiteri fidei donum che là operano.
Il Centro ha accolto con gioia questo invito rivoltogli anche per il suo particolare impegno di responsabilità amministrativa che da quattro anni svolge a servizio di quella missione per conto della Conferenza Episcopale del Nord-Est.
La visita in Thailandia inizierà questa domenica, 14 gennaio, e durerà complessivamente due settimane circa.
Sarà una grande occasione per vedere quanto il Signore opera grazie alla comunione che si riesce concretamente a realizzare fra le Chiese: nessuna diocesi da sola sarebbe stata in grado di aiutare con dei propri fidei donum la diocesi di Chiang Mai, insieme le diocesi hanno permesso che nasca una grande esperienza umana e cristiana.
Di essa vi racconteremo al nostro ritorno, specialmente in occasione della cinquantesima Quaresima missionaria!

© Voce Isontina 2019 - Riproduzione riservata
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