Editoriali
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Cinquant’anni... e non sentirli

"Celebrare un anniversario non significa solo ricordare quello che è stato e chi lo ha compiuto - quasi con un senso di nostalgica lontananza - si tratta piuttosto di rendere lode in primo luogo a Dio per i frutti di Grazia che da questa azione missionaria sono nati e che ancora potranno nascere per i prossimi cinquant’anni"

Parole chiave: missione (110), Costa d'Avorio (37)

È una grande gioia poter celebrare il traguardo del 50° anniversario dell’arrivo della prima équipe missionaria diocesana goriziana nella missione di Kossou, in Costa d’Avorio. Rivedendo le foto in bianco e nero scattate in quei momenti mi stupisco della partecipazione e dell’entusiasmo che in quei primi anni ‘70 si viveva per la Missione Ad Gentes.
Il Concilio Vaticano II - concluso da pochi anni - aveva rilanciato l’azione pastorale di tutta la Chiesa a vari livelli, riqualificando anche la presenza missionaria nella prospettiva di una maggiore inculturazione e di un rapporto fra Chiese sorelle e questo è stato determinante anche per la Chiesa goriziana, come il caro monsignor Baldas ha illustrato nel suo resoconto di quel 8 gennaio 1973.
Da quel momento è iniziata un’epopea che ha visto diverse fasi: l’apertura di una seconda missione a Bouaké pochi anni dopo la prima, e poi l’impegno di tutti i sacerdoti diocesani che sono "partiti" negli anni successivi come Fidei Donum, il loro contributo determinante alla costruzione della Chiesa in Costa d’Avorio, non solo una costruzione "materiale", di edifici di culto con innumerevoli cappelle, chiese e dispensari ma soprattutto una costruzione "spirituale" di una Chiesa giovane, vivace, inclusiva; con tutti i pregi e i limiti di questa giovinezza.
E poi in Diocesi la nascita dei "gruppi missionari" in tante parrocchie, per sostenere e diffondere questo ideale missionario.wÙ
Quello che mi ha colpito di più nel preparare questo anniversario lo si trova nella foto dei "partenti". In essa sono ritratti due laici (uno era già giunto in Africa), tre religiose (le tre Suore della Provvidenza), un religioso del PIME e due sacerdoti diocesani (don Chino Raugna e don Luciano Vidoz).
Un’équipe pastorale estremamente innovativa, considerata l’epoca, nella quale laici, preti e religiose collaboravano assieme con l’obiettivo dell’evangelizzazione.
Si tratta di un’intuizione estremamente attuale, sulla quale varrebbe la pena di avviare una riflessione, anche in riferimento alle équipe che sono costituite per il servizio pastorale in Diocesi.
Tuttavia, celebrare un anniversario non significa solo ricordare quello che è stato e chi lo ha compiuto - quasi con un senso di nostalgica lontananza - si tratta piuttosto di rendere lode in primo luogo a Dio per i frutti di Grazia che da questa azione missionaria sono nati e che ancora potranno nascere per i prossimi cinquant’anni. Non sarà allora un traguardo raggiunto, bensì vivere "i primi cinquant’anni", lanciandosi già verso "i secondi" cinquant’anni di Missione.
La situazione mondiale e della Chiesa è profondamente cambiata in questi anni; rimane però immutato lo slancio missionario di una Chiesa che è "per sua natura missionaria" (AG 2), che sa declinare questo spinta con modalità adeguate ai tempi.I semi che sono stati piantati in questi anni di presenza africana sono già di fatto fra noi: sono tre sacerdoti ivoriani don Joseph (a Cormons), don Nicaise (a Gorizia) e don David (a Monfalcone) che abbiamo imparato ad apprezzare e che stanno frequentando un ciclo di formazione superiore per "irrobustire" la Chiesa dalla quale provengono; sono gli innumerevoli interventi a sostegno del centro per minori Notre Dame des Sources di Bouaké dove opera Claudia Pontel e la cooperazione che continua fra le Chiese sorelle di Gorizia e di Bouaké e Yamoussoukro, anche attraverso le visite dell’Arcivescovo di Bouaké Paul-Siméon Ahouanan, l’ultima delle quali lo scorso mese di febbraio. Continua soprattutto l’impegno di tanti, nelle varie Parrocchie e realtà pastorali, che si adoperano con costanza e competenza per sensibilizzare le persone e raccogliere fondi per sostenere questi nostri fratelli africani. A tutti e a ciascuno di questi deve andare il mio più grande ringraziamento.
Il prossimo 8 gennaio alle 16.00 in Cattedrale l’Arcivescovo Carlo presiederà la Santa Massa di ringraziamento, nel giorno in cui la Liturgia prevede la Festa del Battesimo del Signore, per questi "primi cinquant’anni" di Missione Ad Gentes.
 "Battezzati e inviati" - come ci ricordava uno slogan di alcuni anni fa - nel giorno preciso in cui nel lontano 1973 questi primi missionari mettevano piede su suolo africano. Concelebreranno con l’Arcivescovo Carlo i sacerdoti che sono stati Fidei Donum e i sacerdoti africani che sono fra noi. Ci saranno i laici di allora Gianna Pradel e Luciano Comuzzo e Suor Fidenzia Martini attualmente in comunità a Cormòns. Dal Togo dove si trova ancora impegnata nella missione di Kouwè si unirà spiritualmente Suor Dores Villotti. Come segno concreto di vicinanza e partecipazione spirituale l’Arcidiocesi di Bouaké sarà rappresentata dal suo Vicario Generale mons. Alain Paul Yao.
Pregheremo in suffragio di coloro i quali sono in Cielo (Giuseppe Burgnich, Suor Pieralba Bianco, don Luciano Vidoz, P. Gennaro Cardarelli) e affideremo a Dio i prossimi cinquant’anni.

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