Editoriali
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Chi è il Cristiano

La nuova lettera pastorale dell'Arcivescovo Carlo, spunto pratico per "una nuova tappa evangelizzatrice marcata dalla gioia"

Parole chiave: lettera pastorale (21), catechesi (25)

"Vede, padre, io vado in Chiesa con una certa regolarità…". Inizia con un brano di vita la Lettera Pastorale 2015 - 16 dell’Arcivescovo Carlo.
Con fedeltà apprezzabile, infatti, per il terzo anno consecutivo la nostra Chiesa diocesana avrà una proposta delineata, precisa e piena di spunti pratici per rispondere a quell’invito verso "una nuova tappa evangelizzatrice marcata dalla gioia", che papa Francesco ha appassionatamente invocato nella sua lettera Evangelii Gaudium (n. 1).
A dire il vero, la proposta che ci verrà rivolta si inserisce appieno anche nel percorso della Chiesa Italiana, a breve radunata nel decennale Convegno Ecclesiale nazionale, che leggendo la complessità dell’ora presente "a tale acutezza di bisogni" chiede di corrispondere con "una risposta creativa e generosa, alimentata dall’ascolto della Parola di Dio" (In Gesù Cristo il nuovo umanesimo, p. 12).
"La proposta allora è quella di lasciarsi guidare da Luca ripercorrendo il suo Vangelo con una domanda "chi è il cristiano?". Una domanda che ne implica inevitabilmente una seconda: "chi è Gesù?" dal momento che il cristiano è il discepolo di Gesù, ha come modello Gesù, nel battesimo si è rivestito di Lui". Con decisione, quindi, l’Arcivescovo ci chiede immergere le nostre comunità, i nostri Consigli, noi stessi nella Parola che è Cristo, presentataci quest’anno dall’evangelista Luca, per poter comprendere chi siamo, come essere cristiani, uomini e comunità di questo tempo, e affrontare così le sfide presenti con quella carica di nuovo umanesimo che da Cristo risorto ci viene offerta.
Battezzati-immersi in Cristo lo siamo già, evidentemente, proprio - ci si perdoni le cacofoniche ripetizioni - grazie al nostro Battesimo; e in Cristo vogliamo  continuare ad immergere i nostri piccoli e i nostri ragazzi, convocati ogni anno dalle nostre parrocchie per cominciare o completare la loro iniziazione cristiana. Ma il come farlo non è scontato: tante le fatiche, le difficoltà e gli apparenti insuccessi.
Di rinnovamento dell’iniziazione cristiana (in senso catecumenale, ad esempio) ne stiamo parlando in diocesi da diversi anni. Ecco perché verrà finalmente lanciato un lavoro collettivo, vero e proprio laboratorio permanente, sul rinnovamento dell’iniziazione cristiana in parrocchia.
Laboratorio già iniziato nella quattro giorni svoltasi all’inizio di questa settimana a Romans, che continuerà durante l’anno nei nostri Consigli Pastorali Parrocchiali, e che diventerà sperimentazione comunitaria e catechistica con le - auspichiamo numerose - parrocchie disponibili.
Dall’urgenza di rinnovare l’iniziazione cristiana e soprattutto dall’urgenza di una più dichiarata e visibile missionarietà delle nostre comunità cristiane dovrà essere guidato anche il lavoro di riflessione e costruzione delle unità o comunità pastorali, che continuerà silenziosamente nei Consigli ai vari livelli, come il nostro bel fiume Timavo, per sboccare - speriamo in tempi ragionevoli - nell’accogliente mare delle nostre parrocchie.
Le avevamo già sentite dall’Arcivescovo a giugno, in effetti, queste indicazioni, al termine della bella e arricchente Assemblea Pastorale diocesana tenutasi in San Nicolò a Monfalcone.
Ora possono diventare prassi di ogni nostra singola comunità cristiana, dalle parrocchie alle preziose aggregazioni laicali, alle fedeli comunità religiose.
* Vicario episcopale per l’evangelizzazione ed i sacramenti

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