Editoriali
stampa

Ascoltare vuole dire amare

Ascoltare, quante volte abbiamo sentito questa parola, quante volte ce la siamo detta, quante volte ci è stata raccomandata dai nostri genitori o dalle persone che ci vogliono bene per proteggerci dalla nostra presunzione e autosufficienza e non lasciare che ne dobbiamo subire le conseguenze.

Parole chiave: Caritas (95), Avvento (58), ascolto (4)

Quante volte è stata sistematicamente disattesa; ascolta, ci dicevano, stai attento… guarda che… forse avremo sentito, ma non sempre credo abbiamo ascoltato. Eppure chi ci diceva "ascolta" ci voleva bene, sapeva che nella vita è necessario ascoltare gli avvertimenti, perché esiste il rischio che altri possano approfittare della nostra libertà, della nostra debolezza.
Oggi più che mai possiamo renderci conto che mettersi in atteggiamento di ascolto è sempre più importante: il motivo è che le esigenze nei luoghi in cui viviamo sono cambiate e anche i bisogni di ciascuno di noi; le povertà che non si riferiscono soltanto al bisogno di soldi aumentano ed allora ascoltare che significa in fondo amare, diventa importantissimo.
dalla prima
Prima di tutto dobbiamo amare chi ci comunica questo desiderio: Dio che si rivolge all’uomo dicendogli "Ascoltami" e questo può avvenire unicamente attraverso un atto d’amore da parte nostra, perché è solo se riteniamo molto importante chi ci dice ascoltami che rispondiamo "Ti ascolto".
Per Ascoltare chi desidera comunicarci il suo amore, è necessario che non rimaniamo chiusi in noi stessi, nei nostri grandi o piccoli egoismi, pretese, grandi o piccoli poteri, dal nostro peccato insomma che chiude ogni possibilità, se siamo presi ad ascoltare noi stessi come possiamo vedere o ascoltare gli altri?
È senz’altro un cambiamento di prospettiva, adesso l’altro diventa più importante di me, non ascolto me, ascolto Te e tutto quello che mi comunichi.
È un desiderio che ci apre all’esigenza di fare un po’ di silenzio nel nostro cuore, perché è solo così che possiamo metterci in atteggiamento di ascolto. Ci mettiamo in ascolto di te mio Dio, che ci fai vedere le bellezze del creato che ci fai sussultare per la bellezza di un amore, che ci fai gioire per il sorriso di un bambino, che ci fai addolcire il cuore per la tenerezza e la debolezza di un anziano, che ci parli attraverso la musica, la bellezza di un dipinto, di una bella ragazza, di un bel ragazzo, che ci fai assaporare il piacere di stare in compagnia di amici, di condividere un’ esistenza, di invecchiare, di vedere i frutti della vita, dell’amore, la debolezza di un amico, il pianto di una mamma, il sorgere del sole, il suo tramonto, la bellezza dei fiori e delle stelle che viste da vicino su un monte ci ricordano quanto siamo piccoli.   
Ascoltiamo te Dio amore che ci comunichi la vita che attraverso noi fai nascere la possibilità di salvezza e attraverso il nostro amore fai scaturire la forza che salva, che è salvezza per tutti, per tutti coloro che ascoltano la Parola e la mettono in pratica.
Tutto il Vangelo è un atto d’amore, un annuncio di vita, una comunicazione di vita, dal sì di Maria e dal suo ascolto nasce Gesù che è l’amore di Dio per gli uomini e propone a tutti di ascoltarlo. Se crediamo che la vita di Gesù sia un atto d’amore per l’umanità, sappiamo anche che possiamo imitarlo, almeno cercare di farlo, ma nella misura in cui sapremo convertirci, cioè cambieremo il modo di vedere le cose, non più con gli occhi di chi le vuole possedere, ma con quelli di chi vuole viverle, potremo diventare segno di un modo diverso di essere uomo-donna, di diventare prossimo per chi cerca da noi una risposta.
È l’Ascolto della Parola che ci trasforma, che trasforma il nostro modo di sentire, di guardare quello che ci circonda e possiamo accorgerci che tutto è Parola, che noi siamo Parola di Dio.
Per questo mettiamoci in ascolto del nostro fratello, della nostra comunità, del luogo in cui viviamo, concepiamolo come un bene che ci è stato donato e da conservare, poniamo attenzione alle necessità di chi ci sta vicino: è un investimento per il nostro futuro. Quello che ci circonda è la nostra vita, non possiamo esserle estranei. Abbiamo bisogno di curare le relazioni interpersonali è l’unica ricchezza che abbiamo, da soli non possiamo farcela, da soli siamo tutti un po’ più poveri e la solitudine è una grande povertà, riscoprire la solidarietà l’uno per l’altra nelle nostre comunità diventa esigenza, non c’è ricchezza più grande che l’avere tante persone che pensano per noi.
Questo tempo di avvento che ci è messo a disposizione per ascoltare Gesù, ci invita a rinnovare l’attenzione, ad essere vigilanti nell’attesa: recuperiamo l’attenzione, l’amore verso i nostri fratelli, mettiamoci in ascolto delle loro esigenze, povertà, attese, speranze, parliamo insieme, facciamo sentire che non siamo soli, che siamo disponibili ad aiutarci reciprocamente, che possiamo essere segno di un amore che attraverso di noi diventa concretezza di aiuto e vicinanza.
Il Natale allora sarà veramente Natale, la nascita di una nuova vita, la vita di un Dio che si fa uomo per amore degli uomini, che attraverso di noi desidera continuare ad operare nella Chiesa perché l’amore è la vita dell’Eterno e ci viene offerta se noi lo vogliamo e quando l’amore diventa segno, quando è tangibile allora sappiamo che viviamo una vita degna di questo nome.

© Voce Isontina 2019 - Riproduzione riservata
Ascoltare vuole dire amare
  • Attualmente 0 su 5 Stelle.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
Votazione: 0/5 (0 somma dei voti)

Grazie per il tuo voto!

Hai già votato per questa pagina, puoi votarla solo una volta!

Il tuo voto è cambiato, grazie mille!

Log in o crea un account per votare questa pagina.