Editoriali
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"Adelante Pedro, con juicio…"

"Adelante Pedro, con juicio…". È soltanto per la familiare assonanza dei termini e, potremmo aggiungere, per una certa scherzosa analogia, che citiamo il Manzoni, con le parole del gran cancelliere Ferrer al suo cocchiere, durante i tumulti per la carestia di Milano raccontata dal nostro maggior romanziere.

Tocca anche a noi - comunità cristiane, presbiteri, operatori pastorali - riprendere in mano la vita delle nostre parrocchie per vivere assieme e proporre al nostro tempo il Vangelo di Cristo.
Avanti, quindi, in un anno che si aprirà innanzitutto con il rinnovo dei nostri Consigli Pastorali Parrocchiali. Rinnovo fissato a domenica 5 novembre, preceduto dal mese di ottobre - utilmente dedicato alla missione universale della Chiesa - in cui il consiglio uscente raccoglierà il cammino della comunità parrocchiale di questi quattro anni, per riproporlo ai fedeli e idealmente lasciare le consegne al nuovo consiglio, perché continui l’opera intrapresa.
Quasi a dire: nell’azione pastorale vogliamo partire dalle persone, prima che dai progetti o dalle idee.
Avanti, in un anno in cui siamo invitati ancor più a prenderci a cuore la fede del futuro, cioè i nostri giovani. Papa Francesco ha dato il "la" indicendo per il 2018 un Sinodo su "I giovani, la fede e il discernimento vocazionale". Se soltanto questo invito ci portasse ad accrescere nelle nostre comunità e nei nostri cristiani la capacità di ascolto dei giovani, sarebbe già un successo.
Numerose sono le proposte che il servizio diocesano di pastorale giovanile ci sta offrendo in questo ambito e il 14 settembre a Romans verranno presentate solennemente a tutta l’arcidiocesi. Di sicuro un angolino anche per la più piccola comunità parrocchiale potrà essere trovato in quella direzione.
Nell’attenzione ai giovani, ad esempio, potrà essere attuato l’aiuto reciproco tra comunità cristiane, sui cui tanto abbiamo riflettuto e lavorato negli anni scorsi. La collaborazione pastorale (o unità o comunità che dir si voglia) parte da alcuni bisogni concreti e mettendo insieme le poche risorse disponibili. Meglio, piuttosto che sognare un’altra Chiesa, che non c’è.
Avanti, ma "con juicio", diceva il Ferrer; noi diremo "con discernimento". Continua infatti il filone per accrescere le nostre capacità in questa dimensione sempre più necessaria per la pastorale, anzi, quasi un suo sinonimo, come ci ha ricordato poche settimane fa l’Arcivescovo Carlo. Il suo prezioso intervento sul tema del discernimento a proposito di alcune scelte assai delicate, e che hanno portato difficoltà e divisione nella Chiesa diocesana, in realtà mutuato dalla richiesta di papa Francesco in Amoris laetitia, sembra stia facendo scuola, visto che, ad esempio, anche il 6° Convegno nazionale degli Assistenti ecclesiastici AGESCI e tutto il prossimo anno pastorale della preziosa associazione ecclesiale verterà su questo stile ecclesiale.
L’aggiornamento per i presbiteri e i consigli pastorali parrocchiali ci aiuterà proprio ad approfondire con discernimento quattro dimensioni di vita dei nostri giovani, e prima ancora di noi adulti. Scuola e lavoro, affetti, sport, mondo digitale: qui sono coinvolti i nostri ragazzi e qui le nostre comunità cristiane spesso sono silenziose, se non afone. E la scelta di offrire quattro serate formative unitarie a S. Nicolò di Monfalcone - in comune presbiteri e laici - ci farà sentire ancor più in comunione e mandati al mondo giovanile.
Avanti, allora, con discernimento.

(*) Vicario episcopale per l’Evangelizzazione ed i Sacramenti

© Voce Isontina 2019 - Riproduzione riservata
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